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Ferrara, “mazzette” in cambio di revisioni: 7 arresti e oltre 200 indagati

Revisioni in cambio di mazzette. È questa l’accusa rivolta a due dipendenti della Motorizzazione civile di Ferrara e a cinque imprenditori, indagati per reati di corruzione, falso e abuso di ufficio. Per loro il giudice per le indagini preliminari ha disposto sette ordinanze di custodia cautelare. In carcere sono finiti due dipendenti della Motorizzazione e il titolare di un’agenzia di pratiche auto del capoluogo. Ai domiciliari, invece, quattro imprenditori: due della provincia di Ferrara, uno di quella di Bologna e uno della provincia di Rovigo, tutti attivi nel settore del trasporto merci.

Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero eseguito false revisioni di mezzi di trasporto non idonei alla circolazione, in cambio di tangenti. Ma per la Polizia di stato e la Guardia di finanza il presunto giro è molto più ampio e infatti le persone finite nel registro degli indagati sono oltre 200. Oltre 350 veicoli non sono mai stati controllati, e sono al vaglio le posizioni di altri 270 mezzi pesanti che, indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria. La prassi criminosa in atto da anni garantiva, dietro pagamento di somme denaro (fino a 350 euro per pratica) a favore dei due funzionari pubblici della Motorizzazione, il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche annuali obbligatorie perché privi dei requisiti tecnici richiesti. A fungere da intermediario tra gli attori era il titolare di un’agenzia di pratiche d’auto di Ferrara.

L’inchiesta è basata su testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali. Inoltre, sono state installate telecamere nella sede della Motorizzazione Civile. Dalle immagini riprese emergono le classiche ‘bustarelle: il denaro, corrisposto anche per ottenere altri favori, come anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione, veniva poi nascosto tra i documenti. Le verifiche comprate servivano per coprire inefficienze di vario tipo: meccaniche, elettriche, freni malridotti, pneumatici usurati, sistemi di illuminazione danneggiati. Insomma, i mezzi non erano sicuri.

La voce che a Ferrara bastasse pagare qualche centinaia di euro per superare i controlli era giunta anche fuori dai confini regionali, cosicché nella città estense giungevano mezzi da tutta Italia. Oltre alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Vartan Giacomelli, l’autorità giudiziaria inquirente ha disposto il sequestro delle carte di circolazione degli oltre 350 veicoli coinvolti, che saranno sottoposti a revisione straordinaria.

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