Campania

Camorra infiltrata nella vigilanza privata campana: arresti e sequestri contro clan Bidognetti

Tra le province di Caserta, Napoli, Roma e Massa Carrara, i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Aversa, agli ordini del tenente colonnello Donato D’Amato, insieme ai reparti dell’Arma territoriali, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura distrettuale antimafia, a carico di quattro persone, indagate a vario titolo per i reati di traffico di influenze illecite, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, con l’aggravante del metodo mafioso. Contestualmente è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni aziendali e quote sociali della società di vigilanza armata denominata “I Pretoriani srl”, avente sedi operative a Napoli e Massa Carrara, con contestuale nomina di un amministratore giudiziario.

Sottoposti a misure cautelari: Enrico Verso, 56 anni, alias “’o Mannese”, già detenuto, di Parete (Caserta), cognato dell’ex boss Raffaele Bidognetti, ora pentito e figlio dello storico capoclan Francesco Bidognetti; Antonio D’Abbronzo, 47 anni, di Villaricca (Napoli), e Carlo Verdone, 59, di Roma, entrambi ai domiciliari; e Alessandro Barbieri, 70 anni, amministratore unico della società “I Pretoriani srl”, a cui è stato importo il divieto di ritorno in Campania. Il provvedimento scaturisce da una più ampia attività investigativa dei carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Aversa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, e costituisce il prosieguo di un primo segmento di indagine nell’ambito del quale, lo scorso mese di luglio, i militari hanno già eseguito, per gli stessi reati, sei misure cautelari e sottoposto a sequestro preventivo ulteriori tre società di vigilanza: la “Roma Security srl” con sede a Roma, la “Nsp Security sas” di Villaricca (Napoli) e la “Service & Security” di Giugliano in Campania (Napoli).

L’indagine, supportata da attività istruttorie ed intercettazioni telefoniche, ha permesso di individuare e documentare le condotte di un gruppo criminale che, eludendo le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale, ha conferito di fatto un ruolo di socio occulto a un soggetto legato alla fazione Bidognetti del clan dei casalesi, che così si è infiltrato nel settore della vigilanza privata armata nell’area campana, ottenendone il pieno controllo. Gli indagati, nello specifico, hanno dapprima cercato di ottenere dalla Prefettura di Napoli – attraverso modalità illecite ma senza tuttavia riuscirci – i titoli autorizzativi per l’esercizio della vigilanza armata per la società “Roma Security”; successivamente, hanno cercato di eludere i controlli, attraverso un fittizio e formale contratto di fitto di ramo d’azienda della “I Pretoriani srl” in favore della “Roma Security srl”, occultando il ruolo di socio di fatto dell’organizzazione camorristica.

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