Iran, Trump alla Nato: “Codardi, lo ricorderemo”. Khamenei: “Nemico sconfitto”. Erdogan: “Dio distrugga Israele”

di Redazione

Il fronte mediorientale si infiamma mentre dagli Stati Uniti arriva un affondo diretto contro gli alleati occidentali. Il presidente americano Donald Trump alza i toni, rilancia l’azione militare contro Teheran e accusa la Nato di immobilismo, in un contesto segnato da operazioni militari, minacce incrociate e timori per l’energia globale.

Trump contro Nato e alleati europei: “Codardi” – “Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta! Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella battaglia è stata vinta sul piano militare, con un rischio minimo per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire a riaprire lo Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica ragione degli alti prezzi del petrolio. Sarebbe così facile per loro farlo, con un rischio minimo. Codardi e noi lo ricorderemo!”. È il messaggio pubblicato dal presidente statunitense su Truth, con cui accusa apertamente gli alleati di non sostenere l’azione americana.

Operazione militare e attacchi alla flotta iraniana – Trump ha rivendicato il successo delle operazioni contro Teheran con toni durissimi: “La differenza tra loro e noi è che due settimane fa avevano una marina, ora non ce l’hanno più. È tutta in fondo al mare: 58 navi affondate in due giorni”. E ha aggiunto: “Non hanno né marina, né aviazione, né radar, né sistemi di difesa aerea. Non hanno un leader… È difficile per noi parlare con loro, vorremmo parlare con loro ma non c’è nessuno. Ma sapete una cosa? A noi va bene così”. Il presidente ha inoltre ribadito l’obiettivo strategico: “Non possiamo permettere che questi pazzi abbiano armi nucleari”.

Dispiegamento Usa nel Golfo: navi e migliaia di marines – Il Pentagono accelera il rafforzamento militare nell’area: in arrivo tre navi da guerra e tra 2.200 e 4mila marines diretti al comando centrale statunitense. Tra le unità coinvolte anche il gruppo anfibio Boxer. Secondo fonti americane, i militari avrebbero ridotto i periodi di congedo per anticipare il dispiegamento. Parallelamente, l’amministrazione Trump valuta anche un’operazione sull’isola iraniana di Kharg per forzare la riapertura dello Stretto di Hormuz, un’azione che potrebbe richiedere circa un mese e comportare rischi diretti per le truppe.

Iran tra propaganda e minacce – Il nuovo ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, mai apparso pubblicamente, continua a comunicare solo tramite testi scritti. In un messaggio ha dichiarato: “Bisogna creare insicurezza per i nemici”. In occasione della fine del Ramadan ha parlato di “un anno di economia resiliente all’ombra dell’unità nazionale e della sicurezza nazionale”, aggiungendo: “Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce”. Ha inoltre accusato il “nemico sionista” di operazioni sotto falsa bandiera e teso una mano ai Paesi vicini, invitando Afghanistan e Pakistan a migliorare i rapporti.

“Centri turistici insicuri per i nemici” – Il portavoce dell’esercito iraniano, Sardar Shekarchi, ha alzato ulteriormente il livello dello scontro: “D’ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo saranno insicuri per i nemici”. Teheran ha anche minacciato direttamente cittadini americani e israeliani, parlando di ritorsioni imminenti contro funzionari e militari.

Israele colpisce a Teheran: ucciso un alto funzionario – Le forze di difesa israeliane hanno eliminato Mehdi Rastami Sh’mastan, comandante senior del ministero dell’intelligence iraniano, in un’operazione congiunta con Mossad e Shin Bet. Secondo l’Idf, era una figura centrale nelle attività terroristiche contro civili israeliani ed ebrei nel mondo.

Missili su Gerusalemme – Frammenti di un missile iraniano intercettato sono caduti a Gerusalemme, a circa 400 metri dal Muro del Pianto. Teheran ha negato attacchi intenzionali verso Turchia e Oman, parlando di “inganno” orchestrato da Israele per incrinare i rapporti regionali.

Europa divisa: no all’uso della forza su Hormuz – Dal vertice europeo, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno escluso un intervento militare diretto per aprire lo Stretto di Hormuz, ipotizzando solo missioni di scorta navale dopo la fine del conflitto. Più cauto ma aperto al dialogo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che vede uno spiraglio nella disponibilità di Trump, subordinato però alla rinuncia iraniana al nucleare.

Nato si ritira dall’Iraq: missione sospesa – L’Alleanza atlantica ha sospeso temporaneamente la missione di addestramento in Iraq, ritirando circa 600 militari. La decisione arriva per ragioni di sicurezza legate all’escalation. Il premier iracheno Mohammed Shia al Sudani ha invitato a evitare un coinvolgimento diretto della Nato e a privilegiare la via diplomatica.

Erdogan attacca Israele e invoca una risposta religiosa – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di aver ucciso migliaia di persone e ha dichiarato: “Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo”. Durante una preghiera ha anche invocato: “Possa Egli schiacciare e distruggere Israele”, definendo il Medio Oriente “incandescente”.

Crisi energetica globale e piano spagnolo da 5 miliardi – Il segretario generale dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha parlato della “più grande minaccia alla sicurezza energetica di sempre”, con tempi di ripristino delle infrastrutture nel Golfo fino a sei mesi o oltre. In Spagna, il premier Pedro Sanchez ha annunciato un piano da 5 miliardi di euro con 80 misure per contenere gli effetti economici del conflitto, ribadendo il “no alla guerra”.

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