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Ultimo giorno di trattative M5S-Pd: il nodo premier

Nell’ultimo giorno di trattative tra M5S e Pd prima della scadenza imposta da Mattarella, resta da sciogliere il nodo premier. E se Zingaretti ribadisce la necessità di una “discontinuità anche sui nomi”, Di Maio insiste sula riconferma di Conte. Il capogruppo Pd, Andrea Marcucci, chiarisce: “Nessun veto, parliamo di contenuti”. Intanto, dalla Lega il ministro Centinaio fa sapere che è ancora possibile “recuperare il rapporto” con i cinquestelle. Possibile anche un incontro tra Di Maio e Zingaretti. A quanto si apprende da fonti parlamentari, i leader dei partiti dovrebbero comunicare le loro indicazioni al Quirinale entro le 19, in modo da permettere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di stilare il calendario della consultazioni.

Alle ore 16 di lunedì, con l’arrivo di Luigi Di Maio è iniziato il vertice del Movimento 5 Stelle per discutere della possibile intesa con il Pd per la formazione del nuovo governo. Presenti Davide Casaleggio, Nicola Morra e Alfonso Bonafede. La riunione si svolge in una casa privata nel centro di Roma.

La direzione nazionale del Partito Democratico è stata convocata per domani alle 18. All’ordine del giorno ci sono la crisi di governo e “varie ed eventuali”. Nella convocazione si avvertono i membri della direzione che l’orario potrebbe essere aggiornato alla luce degli sviluppi della crisi.

Intanto, dalla Lega continuano i segnali mirati a voler ricucire il rapporto con il M5S. “Noi ci siamo per parlare di cose concrete. Vogliamo sederci attorno ad un tavolo, fare autocritica, vedere cosa si può portare a casa del contratto di Governo, vedere i 10 punti di Di Maio che sono quasi tutti punti del contratto. Il Movimento 5 Stelle ci conosce e sa quanto siamo simili a loro, soprattutto nel fatto di considerarci delle persone normali e non dei fenomeni”, dice il ministro leghista Gian Marco Centinaio.

E, nel frattempo, Matteo Salvini scrive dal Viminale: “Un consigliere comunale del Pd emiliano mi definisce pubblicamente un pazzo pericoloso ed evoca l’utilizzo del cappio per fermarmi. Visto che da un anno (lo sto facendo anche stamattina in ufficio) combatto contro Casamonica, scafisti e spacciatori, non sono certo insulti e minacce a farmi paura. Ovviamente, mai col Pd”.

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