Cronaca

Napoli, sequestrati 7 chili di datteri di mare. Luca Abete aveva compiuto un blitz nelle pescherie

di Antonio Taglialatela

La pesca del dattero, assolutamente vietata, continua ad essere perpetrata da spregiudicati pescatori di frodo, grazie ad un mercato nero del consumo che alimenta la richiesta del prodotto; si tratta di un tipo di pesca altamente lesiva dell’ecosistema marino, poiché possibile, soltanto attraverso la frantumazione di un ampio tratto di scogliera, che conduce all’alterazione e distruzione dell’ecosistema marino. La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede una multa fino a 12mila euro e l’arresto da due mesi a due anni.

Della vendita illegale di datteri si è occupato di recente Luca Abete. L’inviato di “Striscia la Notizia”, in un servizio andato in onda durante il tg satirico di Canale 5 (guarda il video in alto), scopriva diverse pescherie nei quartieri di Napoli i cui titolari, incuranti dei divieti, fornivano su “ordinazione”, ma qualcuno anche mostrandoli pubblicamente, i molluschi.

Oggi i militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di una pianificata attività di controllo finalizzata alla repressione della pesca di frodo del dattero di mare nel golfo e lungo le coste del litorale partenopeo, disposta dal Reparto operativo aeronavale partenopeo, mediante l’impiego coordinato di mezzi navali e terrestri, hanno individuato, in prossimità della scogliera antistante il porticciolo di Molosiglio, degli uomini intenti alla pesca subacquea. Tempestivamente, i finanzieri informavano di quanto stava accadendo l’equipaggio di una vedetta velocissima, pronta a intervenire, a bordo della quale aveva precedentemente preso imbarco personale specialista sommozzatore delle Fiamme gialle. Giunti sul luogo segnalato, i militari subacquei si immergevano e individuavano, in flagranza di reato, nel pieno dell’attività di estrazione dalla roccia, due uomini intenti a raccogliere datteri mare.

Si facevano riemergere i responsabili i quali, dopo essere stati identificati, venivano denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria per la violazione delle leggi comunitarie e nazionali che tutelano la particolare specie ittica e il patrimonio ambientale. Si procedeva al sequestro di complessivi 7 chili di datteri di mare e dell’attrezzatura completa per la respirazione ausiliaria, insieme a due martelli e due pinze pinze estrattrici per la raccolta del pregiato frutto di mare.

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