Cronaca

Terremoto, ancora scosse ad Accumoli e Arquata

di Emma Zampella

Ancora scosse, ancora paura, ancora terrore: la terra continua a tremare tra Accomuli e Arquata del Tronto. Nell’area, colpita da un sisma di magnitudo 6.0 lo scorso 24 agosto, continuano a registrarsi scosse anche di notevole intensità: l’ultima, la più forte, è avvenuta alle 7.08 con epicentro fra Arquata del Tronto e Norcia e magnitudo di 3.4 gradi sulla scala Richter, senza però causare danni.

L’Anas ha riaperto al traffico la statale Salaria, dopo il blocco causato da una frana all’altezza di Quintodecimo, in provincia di Ascoli Piceno, a pochi chilometri da Arquata del Tronto. La circolazione sulla Salaria all’altezza del Comune di Acquasanta Terme “è al momento regolata a senso unico alternato con semaforo”, ha fatto sapere l’Anas. “Per consentire il completamento delle operazioni di bonifica della parete rocciosa potrebbero essere necessarie brevi interruzione temporanee della circolazione che saranno segnalate sul posto”.

Da mercoledì,  80 squadre di tecnici, tra ingegneri, architetti e geometri, inizieranno le verifiche di agibilità degli edifici privati lesionati. L’altro grande fronte riguarda le macerie. Le Regioni stanno iniziando a individuare le aree per il trasferimento temporaneo del materiale, a cui seguirà, dopo un’analisi, il conferimento in discarica. Nel giro di un paio di giorni la scelta dovrebbe essere definita.

Attenzione massima anche rispetto alla collocazione degli sfollati. I moduli abitativi utilizzati durante l’Expo di Milano e messi a disposizione dalla Regione Lombardia per le zone colpite dal terremoto non saranno utilizzati come alloggio per gli sfollati, ma saranno impiegati per strutture “di servizio” come scuole, attività varie e altro. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, al termine della riunione tenuta presso la Prefettura di Rieti con il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il commissario alla ricostruzione Vasco Errani.

“La linea tracciata per le unità abitative – ha chiarito Curcio – è quella delle cosiddette casette, per cui questi moduli non trovano spazio per un utilizzo di tipo abitativo. Non è escluso però che quota parte di questi prefabbricati possano essere utilizzati per finalità particolari. Il parco è vasto, e la collaborazione con la Regione Lombardia è continuamente attiva”.

Maroni ha affermato che “ci sono altre strutture a disposizione, oltre ai moduli abitativi, che possono essere messi a disposizione per scuole o strutture di servizio non appena definito il piano di intervento da parte della Protezione Civile saremo pronti a trasferire le unità in pochi giorni. E’ questo – ha sottolineato – il contributo che vogliamo dare come Regione, e non è escluso che ciò che non serve nell’immediato non possa rendersi utile nel prossimo futuro”.

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