Cronaca

Il Papa lascia gli Usa, torna in Italia: “Sono andato lì per fare del bene”

di Stefania Arpaia

Roma – E’ terminato il viaggio di Papa Francesco che, sul volo di ritorno Filadelfia-Roma, ha affrontato altre delicate tematiche e ha risposto alle curiosità dei giornalisti.

“Le barriere di filo spinato, i muri per fermare i migranti prima o poi crollano, crollano tutti, non sono la soluzione”, ha detto il Pontefice in merito all’immigrazione. Le barriere secondo Bergoglio non fanno altro che aumentare l’odio ma non risolvono il problema.

“È la prima visita in America – ha dichiarato in merito all’itinerario appena concluso – non ero mai stato qui. Mi ha sorpreso il calore della gente, tanto amabile, una cosa bella, e anche le differenze tra Washington, con un’accoglienza calorosa, ma un po’ più formale, e New York, un po’ straripante, e Filadelfia, molto espressiva. Tre modalità diverse di accoglienza. Sono molto colpito dalla bontà e dall’accoglienza e nelle cerimonie religiose anche dalla pietà, si vedeva pregare la gente”.

“Grazie a Dio è andato tutto bene – ha proseguito – nessuna provocazione, nessun insulto, nessuna cosa brutta. La sfida: dobbiamo continuare a lavorare con questo popolo credente come abbiamo lavorato fino adesso, accompagnando il popolo nella crescita, nelle sue cose belle e nelle sue difficoltà, nella gioia e nei momenti brutti, quando non c’è lavoro, nella malattia. La sfida della Chiesa di oggi è quella di sempre: essere vicina al popolo degli Stati Uniti, non staccata dal popolo, ma vicina. E questa è una sfida che la Chiesa degli Stati Uniti ha capito bene”.

In merito agli abusi sui minori commessi dai chierici ha detto: “Non tutti possono ricevere il perdono, non tutti lo sanno ricevere o sono disposti a riceverlo. E così si spiega perché c’è gente che finisce male la propria vita e non può sentire la carezza di Dio. Comprendo che le famiglie possano non perdonare: prego per loro, non le giudico. Le comprendo. Una volta una donna mi ha detto: quando mia madre capì che mi avevano abusato, ha bestemmiato contro Dio, ha perso la fede ed è morta atea. Io la comprendo questa donna. E Dio, che è più buono di me, la comprende. Sono sicuro che questa donna Dio l’ha accolta, perché quello che è stato distrutto era la sua stessa carne, la carne di sua figlia. Non giudico qualcuno che non può perdonare. Ma Dio è un campione per trovare vie di perdono”.

Ha parlato anche della comunione ai divorziati risposati e della sua recente riforma delle nullità matrimoniali spiegando che non si tratta di un “divorzio cattolico”. “Nella riforma dei processi di nullità matrimoniale ho chiuso la porta alla via amministrativa attraverso la quale poteva entrare il divorzio – ha dichiarato il Papa – Chi pensa al divorzio cattolico, sbaglia, perché quest’ultimo documento ha chiuso la porta al divorzio, che sarebbe potuto venire per via amministrativa. Ci sarà invece sempre la via giudiziaria. Questo è stato chiesto dalla maggioranza di padri del Sinodo dell’anno scorso: snellire i processi. Ci sono processi che duravano dieci anni, e una sentenza, e un’altra. La doppia sentenza conforme era stata introdotta da Papa Lambertini, Benedetto XIV, perché in centro Europa c’erano stati alcuni abusi e lui aveva voluto fermarli. Ma non è essenziale nel processo, la giurisprudenza cambia”.

E ancora: “Il motu proprio facilita i processi nei loro tempi, ma non introduce divorzio, perché il matrimonio quando è sacramento, è indissolubile e questo la Chiesa non lo può cambiare, è dottrina, è un sacramento indissolubile. Il procedimento giudiziario serve per provare che quello che sembrava sacramento non era sacramento, per mancanza di maturità, per malattia mentale. Ci sono tanti motivi, per esempio perché la persona non era libera. Adesso non è tanto comune, ma in certi settori della società sì, per esempio a Buenos Aires, che si faccia il matrimonio con la fidanzata incinta. Io ai sacerdoti quasi proibivo di celebrare il matrimonio in queste condizioni. Li chiamiamo matrimoni di fretta per salvare le apparenze. Alcuni di questi vanno bene, ma non c’è la libertà. Altri vanno male, si separano, dicono: siamo stati costretti a sposarci per coprire questa situazione. Per quanto riguarda il problema delle seconde nozze, i divorziati in seconda unione: leggete l’Instrumentm laboris, il documento che si presenta alla discussione del Sinodo. A me sembra un po’ semplicistico dire che per queste persone la soluzione sia la possibilità di fare la comunione. Non è l’unica soluzione, l’Instrumentum propone tante cose. E non ci sono solo i divorziati risposati, c’è anche il problema delle nuove unioni. Ci sono i giovani che non vogliono sposarsi, un altro problema. La maturità affettiva, un altro problema: la fede, ci credo che questo sia per sempre? Per diventare prete c’è una preparazione di otto anni, per sposarsi per tutta la vita si fanno quattro incontri di corso prematrimoniale. Pensare come fare la preparazione è una cosa difficile. Ma il divorzio cattolico non esiste, la nullità viene riconosciuta se il matrimonio non c’è stato. Ma se c’è stato, è indissolubile”.

Su Marino e sulla dichiarazione di essere venuto all’incontro delle famiglie di Filadelfia perché invitato dal Papa, Bergoglio ha risposto: “Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? E neppure gli organizzatori, ai quali l’ho chiesto, lo hanno invitato. Si professa cattolico, è venuto spontaneamente”.

Poi in merito al viaggio ha detto: “Devo essere sincero, quando l’aereo parte dopo una visita, mi vengono alla mente gli sguardi di tanta gente e mi viene una voglia di pregare per loro e dire al Signore: io sono venuto qui per fare del bene, forse ho fatto del male, perdonami. Ma custodisci tutta quella gente che mi ha guardato, che ha sentito ciò che ho detto, anche quelli che mi hanno criticato”, ha concluso.

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