Cesa

“Operazione Intoccabili”, fioccano le richieste di rito abbreviato

Gaetano VassalloCESA. Nell’ambito dell’operazione “Intoccabili”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che portò il 22 luglio 2010 all’emissione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere con le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia e riciclaggio, nonché ad un’indagine che ha coinvolto complessivamente 54 persone, nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al Gup del Tribunale di Napoli, è stato chiesto da quasi tutti gli imputati il rito abbreviato mentre solo in sei hanno chiesto che fosse celebrata l’udienza preliminare. Il gup Modestino ha deciso di nominare un collegio di periti che dovrà provvedere alla ricostruzione dei patrimonio degli imputati. Per questo l’adempimento è stato rinviato al prossimo 29 settembre.

L’indagine, coordinata dalla Dda di Napoli, e condotta dalla Guardia di Finanza di Roma, si basa su molte dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra cui Gaetano Vassallo (nella foto) di Cesa, ex imprenditore del settore rifiuti. Secondo le indagini condotte dai finanzieri del Gico del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, i soggetti che furono arrestati erano imprenditori che al tempo stesso erano espressione economica del clan camorristico dei casalesi, con propaggini anche in altre Regioni d’Italia e in particolare nel Lazio, in Abruzzo e in Toscana. In pratica, i finanzieri ritennero di aver smantellato il braccio imprenditoriale dei casalesi.

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