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Casapesenna, 13enne “esorcizzata”: la Procura apre inchiesta. I genitori difendono il parroco

La procura di Napoli Nord, informando anche il tribunale dei Minori, ha affidato alla squadra mobile di Caserta un’indagine sul caso della ragazzina di 13 anni “esorcizzata” da un sacerdote, don Michele Barone. Uno scandalo sollevato dal servizio de Le Iene, firmato da Gaetano Pecoraro (leggi qui) che, all’indomani della messa in onda, ha visto il vescovo della Diocesi di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, sospendere dal ministero sacerdotale (leggi il decreto), per la durata di un anno, il prete di Casapesenna, noto anche in tv come opinionista in programmi religiosi. L’obiettivo della magistratura è verificare se la ragazzina, come denunciato dalla sorella maggiore, che ha fornito a Le Iene materiale video e audio, abbia subito violenze.

Intanto, ieri, attraverso un comunicato, i genitori della ragazzina e il parroco hanno smentito la ricostruzione dei fatti, asserendo che Arianna (nome di fantasia), la sorella maggiore di Giada (altro nome di fantasia affibbiato alla 13enne, ndr.), avrebbe problemi mentali e avrebbe denunciato falsità. “Noi, Famiglia ****** (evitiamo il cognome per tutelare la ragazzina, ndr.), insieme a don Michele Barone, chiediamo che venga reso noto quanto segue in risposta al servizio andato in onda la sera del 14 febbraio 2018 Italia Uno nel programma ‘Le Iene’. A settembre 2016, nostra figlia ‘Giada’ ha iniziato a ravvisare vari disturbi per i quali ci siamo rivolti a varie strutture pubbliche ospedaliere, che le hanno diagnosticato un disturbo di conversione. Abbiamo intrapreso un cammino psicologico sostenuto anche da una terapia. Nel frattempo abbiamo iniziato a frequentare dei gruppi di preghiera, e vedendo che nutriva forti avversioni verso il sacro quando pregavamo, ci siamo rivolti ad alcuni esorcisti autorizzati che le hanno diagnosticato una possessione. Da aprile 2017, nostra figlia ***** (colei ha fatto realizzare il servizio alle Iene), ci ha portato da don Michele Barone, che pur non essendo esorcista, ha seguito con profonda fede e sacrificio nostra figlia, aiutandola per il pieno ristabilimento della sua vita. Con lui abbiamo intrapreso un percorso di fede e di preghiera.

Ci teniamo a precisare che Don Michele ha sempre agito nella massima correttezza entro i limiti della sua missione sacerdotale portando a conoscenza il nostro caso al vescovo, monsignor Spinillo, dal quale ci siamo recati anche l’ultima volta una ventina di giorni fa, per parlare della situazione di nostra figlia. I due disturbi non si escludono reciprocamente. A nostra figlia sono sempre state somministrate le cure previste, sotto la nostra responsabilità, e mai, dalla bocca di don Michele Barone né da altri, sono venuti inviti a non far assumere medicine a nostra figlia. Risulta completamente falso sostenere che nostra figlia abbia subito violenze di alcun genere da don Michele Barone. Non è mai accaduto in nessun modo, luogo o forma, tanto più che noi siamo sempre stati e siamo presenti agli incontri tra il sacerdote e Giada. Agli incontri hanno sempre partecipato anche altri nostri familiari e persone del gruppo di preghiera. È falso affermare che nostra figlia viene tenuta segregata in casa come si è voluto lasciar apparire. Nostra figlia riceve quotidiane visite da parte di parenti e amici che possono confermare quanto riportiamo. In tutto questo tempo, don Michele Barone non ha mai chiesto né preteso alcun compenso in denaro per il compito che ha svolto in maniera del tutto gratuita, rimettendoci di tasca propria per far visita a nostra figlia.

Codesta trasmissione, ossia Le Iene, è stata contattata da nostra figlia ***** che non vive più con noi da quattro anni, la quale da aprile 2017, dopo un paio di incontri, non ha più partecipato ne è venuta a trovare la bambina tanto che più di una volta nostra figlia Giada, l’aveva invitata anche attraverso messaggi di andare da lei, ma declinava sempre, affermando che era impegnata. Da ottobre 2017, guardando il comportamento di ****** è stata la stessa Giada che ha deciso di non vederla perché le ultime volte si era molto agitata a causa della sua presenza. Ci teniamo a precisare che tempo alcuni anni fa abbiamo accompagnato nostra figlia ****** da una neurologa per alcuni disturbi che ravvisava, e per i quali la dottoressa gli aveva chiesto di assumere dei farmaci, che lei non ha mai voluto prendere. Tengo a precisare che il dialogo che emerge persino dal video tra me mamma e nostra figlia *******, è un falso, perché non sono io, ma un’attrice, tanto che non vengo ripresa in volto. Inoltre la persona che parla al mio posto, ha i capelli lunghi, cosa che io non ho mai avuto.

Dunque è una vera e propria montatura. Nel dare mandato allo studio legale del prof. Avv. Carlo Taormina di tutelarci nelle sedi competenti contro le falsità diffuse dalla trasmissione ‘Le Iene’, ricordiamo che questa trasmissione in considerazione della presenza di una minore, nostra figlia, avevamo già diffidato dal mettere in onda detto servizio con documento trasmesso, e telefonata al produttore del programma. Il quale non ha assolutamente tutelato nostra figlia. Invitiamo chiunque sia cattolico credente e praticante a pregare per Giada, perché questo percorso di cura spirituale e medico produca i giusti benefici per lei. Le due cose, infatti, sono su due piani completamente diversi e confonderli significherebbe generare quel cortocircuito di menzogne che è apparso l’altra sera sugli schermi di Italia Uno. Quanto affermato è documentato anche da una video intervista con nostra figlia, che conferma le falsità e le menzogne riportate e che presto divulgheremo nelle sedi competenti. Questa è la nostra dichiarazione ai fatti contestati. Grazie a tutti”.

Insomma, i genitori, come del resto già emerso dal servizio de Le Iene, continuano a difendere il sacerdote. Ma per il programma di Italia 1 non finisce qui la vicenda e l’inviato Gaetano Pecoraro, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook, dopo aver ricevuto moltissimi messaggi da telespettatori che vogliono aiutare Giada, conferma: “Noi non molleremo questa storia. Ci siamo impegnati subito a mettere in contatto Arianna, la sorella di Giada, che ci ha raccontato questa triste storia, con un noto studio di avvocati. Arianna non è sola”. Le Iene, inoltre, hanno messo in contatto Arianna con un importante studio legale. “Con la speranza che la storia di Giada finisca in tribunale e che Arianna possa riabbracciare sua sorella”, scrivono dalla redazione del programma.

GUARDA QUI IL VIDEO DE LE IENE

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