Trentola Ducenta

Liceo Scientifico, il dirigente accoglie gli alunni

 TRENTOLA DUCENTA. Un suono diverso aveva la campanella d’ingresso al Liceo Scientifico di Trentola lunedì mattina, alle 8.30, più vivo, più entusiasta, più coinvolgente.

Il Liceo Scientifico costituisce da quest’anno scolastico con il Liceo Artistico di Aversa un unico Istituto, Isis, ciascuno rispettoso della propria specifica tipologia ma con un forte spirito di collaborazione : del resto la cultura è un universo costituito da diversi pianeti ciascuno necessario per l’equilibrio globale. Ed è in questa ottica che, dirigente, collaboratori del dirigente, docenti, personale Ata, hanno iniziato questo nuovo anno di lavoro e di studio: ascolto, collaborazione e condivisione, grazie soprattutto alla particolare attenzione e disponibilità del dirigente scolastico, professor Tommaso Zarrillo, si respirano al Liceo di Trentola, necessari alla serena crescita dei ragazzi che ci vengono affidati e necessari anche alla crescita umana e professionale di noi docenti.

Dopo il lavoro di accoglienza preparato dalla professoressa Giovanna Antico, dal responsabile professor Nicasio De Caprio, con la fattiva partecipazione di alunne delle classi quinte, è suonata, il 16 settembre, la campanella per gli alunni di prima e di quinta; negli occhi degli alunni di prima ed in quelli dei genitori che li accompagnavano si potevano leggere trepidazione, un velo di ansia per la nuova scuola, la curiosità per l’incontro con nuovi compagni e nuovi professori, soprattutto con il nuovo dirigente.

Proprio quest’ultimo, parlando ai ragazzi delle classi prime, accogliendoli prima dell’appello, ha suscitato in quegli animi timorosi e curiosi, la serenità di uno studio sì faticoso, ma determinante per il proprio essere al mondo. Ha raccontato, infatti, come maestro che ha a cuore i suoi allievi, di un aneddoto: un ragazzo chiede ad un suo professore di aiutarlo a capire a cosa serve studiare, il professore gi risponde che la cultura è il contributo più grande che ciascun individuo dà all’umanità, si tratta di capire quale percorso è più attinente e non serve fare grandi cose, nel quotidiano ciascuno porta con sé ciò che ha appreso. Ebbene, quel ragazzo è poi diventato un fisico da premio Nobel. Qui è insito anche il messaggio a noi docenti: guidare i ragazzi ad esplorare i diversi pianeti dell’universo cultura per farglieli apprezzare ad uno ad uno.

 Accompagnati in aula dalle alunne di quinta impegnate come hostess per l’accoglienza, da queste ultime, a turno, le classi prime hanno visitato i due plessi, primi passi alla scoperta di spazi esterni ed interni dell’Istituto che loro vivranno per i successivi cinque anni.

Viene naturale chiudere queste poche righe sul primo giorno di scuola al Liceo di Trentola con un buon viaggio nell’universo della cultura, rivolto a tutti quelli vivono nel Liceo una gran parte di sé : dirigente, docenti, personale Ata, soprattutto i ragazzi, dalla prima alla quinta.

Scriveva Gramsci: “Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione immanente con tutti gli altri esseri (…) Basta vivere da uomini, cioè cercare di spiegare a se stesso il perché delle azioni proprie e altrui, tenere gli occhi aperti, curiosi su tutto e su tutti, sforzandosi di capire ogni giorno di più l’organismo di cui siamo parte; penetrare la vita con tutte le nostre forze di consapevolezza, di passione, di volontà; non addormentarsi, non impigrire mai; dare alla vita il suo giusto valore, in modo da essere pronti, secondo la necessità, a difenderla o a sacrificarla. La cultura non ha altro significato”.

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