Orta di Atella

La “Stanzione” festeggia l’inizio del nuovo anno scolastico

 ORTA DI ATELLA. Sabato 14 settembre, alla scuola “Massimo Stanzione” di Orta di Atella, la dirigente Arcangela Del Prete ha voluto rivolgere il consueto augurio di buon anno scolastico ai ragazzi delle classi prime e ai loro genitori in una mattinata di festa e momenti di riflessione.

Sono intervenute le autorità cittadine rappresentate dall’assessore alla pubblica istruzione, Rosa Minichino, la dirigente della scuola primaria, Maria De Marco, la psicologa Cleta Maisto, membro della commissione per le pari opportunità, don Roberto Comune, parroco della chiesa San Michele di Casapozzano, don Paolo Gaudino della chiesa di San Massimo di Orta di Atella.

La mattinata si è aperta con la lettura del testo dell’Inno alla Stanzione cantato dalla corale della scuola preparata dalprofessor Rosario Bergamo. E’ seguito uno spettacolare balletto delle sempre più scatenate ballerine del laboratorio di danza della scuola. La festa si è conclusa con una divertentissima scenetta scritta dalla professoressa Angela Follo e recitata dalla stessa prof.ssa Follo, dai docenti Giuseppe Roncioni e Francesco Amato e dalla professoressa Speranza Mozzillo sul tema della parità tra uomo e donna. Ma a caratterizzare questo incontro di benvenuto sono stati gli interventi dei convenuti.

Tema dominante è stato quello della fiducia. I ragazzi hanno bisogno di vivere un clima di fiducia: fiducia negli adulti, nelle istituzioni, nella possibilità che, con la buona volontà, si può realizzare, tutti uniti, un mondo migliore. Scuola e famiglia condividono l’interesse a formare cittadini responsabili e attivi in grado di operare in modo solidale per la realizzazione di un mondo migliore in cui vivere e crescere i propri figli.

“Ci dobbiamo chiedere insieme: chi stiamo formando, – ha affermato la dirigente Del Prete – quale cittadino vogliamo preparare per la società futura: sono domande che dobbiamo porci quasi quotidianamente perché è nostra, di tutti gli adulti, la responsabilità di riuscire a formare il cittadino giusto per una società migliore”.

 E’ la scuola, la chiave del benessere futuro dei nostri ragazzi: “E’ vostro preciso dovere insegnare ai vostri ragazzi che la scuola è un luogo sacro; sacro come il progetto di vita che la scuola e la famiglia, unici enti deputati, si impegnano a ideare e a curare per loro”.

La formazione avviene soprattutto attraverso l’esempio. Paolo e don Roberto hanno evidenziato che i ragazzi hanno bisogno di amare, di rivalutare il valore spirituale della propria vita e delle proprie azioni. La dirigente Del Prete ha rimarcato che i giovani hanno bisogno innanzitutto di esempi positivi e, per questo, gli adulti devono abbandonare ogni atteggiamento nichilista e disfattista che, ostentato con troppa superficialità, ha prodotto, in larga parte, una generazione depressa, demotivata, attaccata al futile, incurante e svalutante del valore della vita e della bellezza.

E’ importante che i ragazzi si sentano in comunione con l’ambiente naturale e culturale in cui vivono che non devono considerare in discontinuità con “il piccolo nido” nel quale si sentono chiusi: “Ognuno di noi deve avere coscienza che la stessa cura che si dà alla propria casa dev’essere data alla cosa pubblica, all’ambiente che ci circonda ed insegnare ciò con l’esempio alla futura generazione. Non sono atteggiamenti straordinari che si devono porre in essere per vivere in un ambiente migliore in quanto è la quotidianità degli atteggiamenti sani che generano frutti migliori in questo mondo straordinario del quale dobbiamo avere cura, anche perché è l’unico che abbiamo. L’orgoglio di vivere nel nostro nido pulito, curato, adorno di cose belle, dev’essere rivolto anche all’ambiente che ci circonda, alla cosa pubblica, per difenderci dagli scellerati che approfittando del silenzio e della disattenzione di tutti noi, maltrattano, violentano e inquinando in modo irrimediabile: abbiamo lasciato che ci avvelenassero per i loro profitti, non lasciamo che questo accada anche ai nostri figli”.

“La partecipazione alla vita pubblica – ha concluso la dirigente Del Prete – il rispetto per l’ambiente nel quale viviamo, l’attenzione che rivolgiamo al benessere futuro dei nostri figli è l’unica via di fuga che abbiamo per vincere la quotidiana ansia di evasione e di fuggire lontano alla ricerca di un Eldorado che, in fin dei conti, non esiste se non nella difesa e valorizzazione di quello che di bello già possediamo”.

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