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Benedetto XVI davanti allo Yad Vashem: “Mai negare la Shoah”

 Del viaggio del Papa in Terra Santa, questo di oggi è sicuramente uno dei giorni più importanti poiché Benedetto XVI ha visitato lo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto.

Il Pontefice ha acceso una fiaccola e ha deposto dei fiori per poi incontrare i sopravvissuti alla Shoah sottolinenando che l’olocausto è un’orrenda tragedia che non va rinnegata.

“Sono giunto qui – ha affermato Papa Ratzinger – per soffermarmi in silenzio davanti a questo monumento eretto per onorare la memoria dei milioni di ebrei uccisi nell’orrenda tragedia della Shoah; essi persero la propria vita, ma non perderanno mai i loro nomi: questi sono stabilmente incisi nei cuori dei loro cari, dei loro compagni di prigionia, e di quanti sono decisi a non permettere mai più che un simile orrore possa disonorare ancora l’umanità. Si può intessere una insidiosa rete di bugie – ha aggiunto il Pontefice – per convincere altri che certi gruppi non meritano rispetto, e tuttavia, per quanto ci si sforzi, non si può mai portare via il “nome” di un altro essere umano. La Chiesa Cattolica si schiera accanto a quanti oggi sono soggetti a persecuzioni per causa della razza, del colore, della condizione di vita o della religione. La Chiesa cattolica, impegnata negli insegnamenti di Gesù e protesa ad imitarne l’amore per ogni persona, prova profonda compassione per le vittime qui ricordate. Alla stessa maniera – ha sottolineato – essa si schiera accanto a quanti oggi sono soggetti a persecuzioni per causa della razza, del colore, della condizione di vita o della religione – le loro sofferenze sono le sue e sua è la loro speranza di giustizia”.

Benedetto XVI ha incontrato anche il presidente israeliano Shimon Peres che lo ha accolto con una frase di benvenuto pronunciata in latino: “Ave Benedicte, princeps fidelium qui hodie Terram Sanctam visitas”, cioè “Salve Benedetto, primo tra i fedeli, che oggi visiti la Terrasanta”.

Il Pontefice, durante l’incontro nella residenza presidenziale, ha sottolineato l’importanza dell’impegno, da aprte del nuovo governo guidato da Peres, di perseguire la pace per tutto il Medio Oriente: “A Gerusalemme, che da lungo tempo è un crocevia di popoli di diversa origine: ebrei, cristiani e musulmani, sono chiamati ad assumersi il dovere e a godere del privilegio di dare insieme testimonianza della pacifica coesistenza a lungo desiderata dagli adoratori dell’unico Dio. Possa un’autentica conversione dei cuori di tutti condurre ad un sempre più deciso impegno per la pace e la sicurezza attraverso la giustizia per ciascuno. Shalom”. Dopo il discorso, Papa Ratzinger a il presidente Shimon Peres hanno piantato un albero di ulivo, simbolo di pace.

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