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17 maggio 1862, presentato rapporto su “Elephant Man”

“Elephant Man”Accadde Oggi. La neurofibromatosi, malattia rara, meglio conosciuta in medicina come “morbo di von Recklinghausen”, è quasi sicuramente la malattia di cui soffrì lo sventurato Joseph Carey Merrick, quello da tutti riconosciuto come “Elephant Man”.

In verità, la forma patogena, poi studiata sui resti di Dna di Carey, è probabilmente una forma I della malattia vera e propria combinata con il morbo di Proeto (il dio in grado di cambiare le proprie forme), malattia che non colpisce la parte nervosa. L’uomo elefante, nato nel 1862, visse fino all’età di 27 anni e divenne famoso proprio per le sue deformità. Già a due anni di vita Carey inizia ad avere i primi segni della malattia. Sventurato anche per appartenere ad una famiglia povera, fin da bambino fu costretto a mendicare e a vendere lucido di scarpe, sopportando le ingiurie di tutti, fino a quando non riuscì a diventare un fenomeno di baraccone, con quel suo corpo storpio e martoriato dalle deformità osteo-scheletriche, e a farsi qualche soldo. Fece amicizia con il medico Frederick Treves, dipendente del Royal London Hospital, che riuscì a dare a Carey un letto fisso e un bel pezzo di amore. Le cause della morte furono quelle del soffocamento, visto che per il peso eccessivo della testa il giovane doveva dormire seduto, ma quella notte Carey preso dallo sconforto volle imitare la gente comune e dormire sdraiato e questo gli fu fatale. La storia diventa prima un’opera teatrale e quindi il famoso film “Elephant Man” diretto da David Lynch nel 1980, lo stesso Treves ne fa un libro di grande valore scientifico ed umano “The Elephant Man: a Study in Human Dignity”.

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