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“Noi voci di donne” presenta libro di Sergio Mari

Pina FarinaMARCIANISE. L’associazione “Noi Voci di Donne” di Marcianise si prepara a festeggiare le prossime festività natalizie, attraverso il canale della cultura, dell’arte e della creatività, con il coinvolgimento di giovani, adulti, ma soprattutto bambini, …

… che con grande attenzione ed entusiasmo, aspettano l’arrivo di una festa, considerata, la più importante dell’anno che accomuna tutte le generazioni. La Presidente dell’associazione, Pina Farina, sostienecon grande convinzione: “Il Natale è una festa cristiana,meritevole di essere rispettata e partecipata. Il Natale non è solo conformismo, consumismo, regali, buona tavola, ecc., il Natale rappresenta unione, cambiamento, rinascita a vita nuova. E’ una festa piena di significati. La nostra associazione, è fiera di condividere il calore della festa natalizia, con tutte le persone che sentono il nostro stesso bisogno: vivere la tradizione con mezzi culturali. Apriremo questo sipario, culturale e sociale, prossimamente con la presentazione di un libro per ragazzi”.

“Quando la palla usciva fuori”,“Quando la palla usciva fuori”, questo il titolo del libro, che vede come autore, un ex calciatore degli anni ‘80, Sergio Mari. L’Autore: se proprio si vuole cercare un filo conduttore, si può partire proprio dalla solitudine estrema di un calciatore. Il riferimento è al suicidio di Agostino Di Bartolomei, famoso atleta, incontrato e marcato dall’autore ex calciatore professionista. Da qui un percorso che, tra aneddoti ed accadimenti, porta a rovistare e a mettere mano dapprima ad un’infanzia di solo calci ad una palla, dove l’austerity, il referendum sul divorzio, la TV in bianco e nero e la storia dei palloni che si succedevano nelle sfide per strada vanno a costituire la scenografia di quegli anni – siamo nel pieno degli anni ’70. Poi l’adolescenza con le prime scoperte, anche amare, quelle prime consapevolezze politiche, certo assorbite in maniera acerba, dove il mondo si scorge già diviso tra umili e benestanti, dove si comprendono le lotte per cambiarlo e poi riflettere sulle relative e successive disillusioni. Con l’assassinio di Aldo Moro, infatti, grande spartiacque, tra due periodi completamente diversi per ideali, obiettivi, mete e valori, le pagine si avvia in quello che è il periodo detto del riflusso, proprio questo periodo del disimpegno catalizzano quelli che saranno gli anni del professionismo, del Calcio vero, del più bel lavoro del mondo, ma avvertito, dal protagonista, col disagio di chi era consapevolmente finito in una Storia che aveva preso una dritta sbagliata, un rivolo di questa, mal vissuto. Con una scrittura ad appannaggio di una visione strabica sulla vita, dove continuamente le informazioni calcistiche s’intersecano con gli accadimenti sociali, il testo analizza un periodo di trasformazione sociale dell’Italia contemporanea.

Farina commenta: “In associazione ci avevamo promessi di augurare Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutta la comunità in un modo diverso, utilizzando, come mezzo interlocutore: la cultura, con un tema diverso, e molto vicino ai nostri giovani: il Calcio. Con la presentazione di questo libro, vogliamo raggiungere un obiettivo prioritario, quello di stimolare i giovani, ad avvicinarsi al mondo della lettura, nella convinzione che l’attività culturale sia un momento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita, per l’integrazione sociale e lo scambio tra le generazioni. La lettura favorisce la capacità di ascolto, sviluppa le abilità sociali, stimola il rispetto delle regole comuni, ecc. La lettura è un atto di libertà e quindi di distinzione: ancora oggi tra i giovani c’è chi legge e chi non legge, tra chi legge per scelta, e chi legge per obbligo o perché imposto dalla famiglia o più frequentemente dalla scuola”.La presidente dell’associazione conclude: “Lo stimolo alla lettura può sorgere d’improvviso, da un’occasione imprevedibile o dal caso, che permette a ciascun ragazzo di trovarsi davanti un libro che alle volte può risultare determinante perfino nelle scelte della vita, o che gli farà tenere accese le luci della stanza soltanto per qualche ora in più. Ancora oggi il calcio non è un tema facile, il calcio non è la guerra, né l’amore, è un’impareggiabile passione, ed è molto semplice infrangerla con un eccesso di cronaca o di lirismo, banalizzarla o esaltarla”.

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