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6 giugno 1949, esce “1984” di George Orwell: è l’apice della distopia

George Orwell Accadde Oggi. Di origini scozzesi, Eric Arthur Blair, che prenderà lo pseudonimo di George Orwell nasce in India a Mothiari nel Bengala, il 25 giugno del 1903, figlio di un funzionario angloindiano dell’Indian Civil Service.

Nel 1907, a soli quattro anni, torna in patria , riesce dopo le prima fase di studi a vincere una borsa di studi per la Public School di Eton, qui avrà come insegnante Aldous Huxley e proprio da questo incontro nasce il suo amore per la distopia, in pratica le utopie alla rovescia, in pratica tutto quanto riguarda i meccanismi totalitari di controllo del potere. Sembrerebbe destinato ad una brillante carriera universitaria ma sceglie nel 1922 di arruolarsi nella Indian Imperial Police, lavorando per cinque anni in Birmania. Segnato da questa esperienza, sceglie la vita umile dei poveri prima a Parigi, poi a Londra, spesso è ospite dell’Esercito della Salvezza, poi comincia a dedicarsi alle lezioni private, lo ritroviamo in Spagna nella Guerra Civile tra le fila del Partito Obrero de Unification Marxista, qui scrive “Omaggio alla Catalogna”, una vera accusa contro il totalitarismo. Diventa prima reporter della BBC, quindi direttore del “The Tribune”. Nel 1945 esce il suo primo grande romanzo “La Fattoria degli Animali”. Uno scenario fantastico e feroce, ancora una volta, contro ogni pensiero totalitario, qui i personaggi sono gli animali di una fattoria, dove “tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali …”.

Nel 1948, proprio il 6 di giugno, sessanta anni fa, esce forse il suo capolavoro, quel “1984”, trasposizione numerica proprio dell’anno in cui fu scritto, che ci presenta in forma distopica la guerra perenne tra super stati (Oceania, Eurasia ed Estasia), organizzati in modo tale da annientare totalmente le idee ed i pensieri dei propri sudditi. Ad Oceania domina il “Grande Fratello”, entità che mai nessuno ha potuto vedere, ma che riesce a sapere e manipolare tutto. I suoi slogan, passati alla storia sono : “La Pace è Guerra”, “La Libertà è Schiavitù”, “L’ignoranza è forza”. Personaggio principale è Winston Smith, uomo qualunque che lavora alla censura di libri e giornali che non sono in linea con la politica imperante. Tutto è tenuto sotto il controllo delle telecamere, tutto è predeterminato, non esiste spazio per il personale, per i sentimenti, per l’amore. Smith comincia però lentamente a staccarsi da questa forma amebica di vita, scrive un diario che diventa anche storico, si innamora di Julia e da qui parte un intreccio che forse sarebbe bello andare a leggere o a rileggere. L’utopia alla rovescia vive uno dei suoi momenti felici. Orwell vuole denigrare con “1984” tutti i regimi totalitari, con un appunto particolare al comunismo, senza però disdegnare quanto fatto dal nazismo proprio in quegli anni.

Muore a Londra, nel 1950 affetto da una forma grave di tubercolosi.

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