Napoli – Una risposta corale, ampia e trasversale, che attraversa mondi artistici diversi ma si ritrova in un unico obiettivo: sostenere la memoria del piccolo Domenico e il lavoro della Fondazione a lui dedicata. Saranno oltre quaranta gli artisti protagonisti di I figli… so’ pezzi ’e core – Tutti uniti per Domenico, in programma lunedì 4 maggio, alle ore 21, al Teatro Totò.
Il cast e la conduzione – L’iniziativa, ideata dal direttore artistico Francesco Merola, è stata presentata al Gran Caffè Gambrinus, dove sono stati svelati i nomi di un cast che unisce cinema, televisione, musica, teatro e cabaret. Sul palco saliranno, tra gli altri, Peppe Lanzetta, Ciro Capano, Marianna Mercurio, Tommaso Bianco e Davide Marotta. La conduzione sarà affidata allo stesso Merola, affiancato da Marianna Mercurio e da Adriano Di Domenico. Attesa anche per la presenza di Maria Esposito, volto di Rosa Ricci in Mare Fuori, insieme a Cartisia Somma, Carlotta Pinto e Greta Esposito.
Musica, cabaret e giovani talenti – Il parterre musicale vedrà esibirsi, tra gli altri, Andrea Sannino, Monica Sarnelli, Rosario Miraggio e Le One, oltre al sax di Marco Zurzolo. Non mancherà uno spazio dedicato ai più giovani, con Alessandro Gervasi, Christian Chiummariello, Eagle G e Antonio Masucci. Per il pubblico dei più piccoli è prevista anche la partecipazione del Mago Marfi. Sul fronte del cabaret, presenti Ciro Giustiniani, le Sex and Sud e Peppe Laurato. A rendere ancora più significativa la serata sarà il gesto dello scultore Domenico Sepe, che donerà un’opera in bronzo dedicata a Domenico Caliendo.
Le voci della conferenza – Alla presentazione sono intervenuti, oltre a Merola e Mercurio, Patrizia Mercolino, madre di Domenico e presidente della Fondazione, Francesco Petruzzi, vicepresidente, Gaetano Liguori, patron del Teatro Totò, e il parlamentare Francesco Emilio Borrelli. «Uno che ha avuto un papà che ha cantato “‘e figlie so’ piezze ‘e core” era il minimo che potesse fare per il piccolo Domenico», ha dichiarato Merola. «Sono orgoglioso di averlo fatto per la sua famiglia e perché questa cosa non accada mai più a nessuno». Parole di riconoscenza da parte della presidente Mercolino: «Siamo commossi per la reazione che Napoli e il suo panorama artistico e culturale hanno scelto di offrirci in modo così trasversale. È un sostegno che ci dà la forza di andare avanti nel lavoro che stiamo costruendo in memoria di Domenico, a tutela delle famiglie che attraversano vicende come la nostra». Borrelli ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: «Sono qui perché eventi come questo dimostrano che dal dolore più grande può nascere qualcosa di concreto e duraturo. La Fondazione Domenico Caliendo sarà un presidio di tutela per tutte le famiglie che si trovano sole davanti a un sistema sanitario che troppe volte le abbandona. Questa serata è un atto d’amore verso Domenico e un impegno verso chi verrà dopo di lui».
Solidarietà e impegno – Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Gaetano Liguori e allo staff del Teatro Totò, che hanno messo a disposizione struttura e servizi a costo zero, consentendo di destinare l’intero incasso alla Fondazione. I biglietti sono ancora disponibili presso il botteghino del teatro e nei circuiti ufficiali di prevendita.
Il riconoscimento Aido – Al termine della conferenza, la presidente nazionale Aido, Flavia Petrin, insieme al regista Gian Francesco Tiramani e a Valeria Tedaldi, ha consegnato un omaggio a Patrizia Mercolino per l’impegno nella promozione della cultura della donazione degli organi. «Ho voluto incontrare la signora Patrizia e la sua famiglia, innanzitutto per testimoniarle l’affettuosa vicinanza dei tanti volontari Aido al grande dolore che l’ha colpita; così come voglio ringraziarla per le parole non scontate in una situazione del genere che, da subito, ha avuto nei confronti della nostra associazione, per sostenere il prezioso valore del dono», ha dichiarato Petrin. «Ancora troppe persone – ha aggiunto – dicono no alla donazione di organi in Italia e così perdiamo ogni anno circa 300 persone, tra le 8500 che sono in attesa di un trapianto. Alla base di questo c’è spesso una sbagliata e limitata informazione. L’immensa tragedia del piccolo Domenico ha però prodotto un miracolo: quasi 8mila persone in più hanno deciso di diventare potenziali donatori sui canali Aido».

