Cento cani sottratti a condizioni ritenute incompatibili con il loro benessere, un allevamento sequestrato e una titolare indagata: è il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza che ha acceso i riflettori su una struttura trasformata, secondo gli inquirenti, in un luogo di sofferenza per gli animali.
L’intervento – I finanzieri del comando provinciale di Pisa, su delega della Procura della Repubblica, hanno eseguito un sequestro preventivo a Castelfranco di Sotto dove era attivo un allevamento di barboncini. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari, ha riguardato un’attività riconducibile a un’imprenditrice già gravata da precedenti specifici.
Le indagini – Gli accertamenti, portati avanti dal gruppo Pisa insieme ai carabinieri forestali e al servizio veterinario dell’Ausl Toscana Centro, hanno evidenziato anche irregolarità edilizie: alcune strutture sarebbero state realizzate senza autorizzazioni, nonostante precedenti dinieghi amministrativi e un parere negativo della Regione Toscana.
Le condizioni degli animali – All’interno dell’area sono stati trovati numerosi cani, in gran parte barboncini destinati alla vendita per cifre comprese tra 1.800 e 2.800 euro, tenuti in recinti precari, costruiti con materiali deteriorati e privi di adeguato fissaggio. Presente anche una diffusa esposizione a elementi pericolosi, come lamiere e reti con estremità sporgenti. Gli spazi risultavano sovraffollati, in violazione dei requisiti minimi previsti dalla normativa regionale.
I riscontri veterinari – Determinante il contributo del personale sanitario, che ha accertato casi di mutilazioni – come l’amputazione dei padiglioni auricolari in un pastore dell’Anatolia e un pastore del Caucaso – e lesioni compatibili con traumi da ambiente di detenzione, tra cui una ferita suturata al costato e segni di congiuntivite. Elementi che, secondo quanto rilevato, configuravano un rischio concreto per l’incolumità degli animali.
Fattrici e cuccioli – Ulteriori verifiche hanno documentato la presenza di fattrici e cucciolate in ambienti inadeguati. In un caso, undici barboncini erano stipati nello stesso recinto, con evidente compressione dello spazio vitale e condizioni incompatibili con le esigenze etologiche della specie.
Le accuse – Alla titolare dell’allevamento vengono contestati il reato di maltrattamento di animali, per le condizioni tali da provocare sofferenze e lesioni, e quello di abuso edilizio per la realizzazione delle strutture senza autorizzazione.
Il sequestro – Il gip ha accolto la richiesta della Procura disponendo il sequestro dell’area e degli animali, ritenendo sussistenti gravi indizi di reato e il rischio concreto di reiterazione delle condotte, oltre al pericolo di aggravamento delle condizioni già accertate.
Il futuro dei cani – Gli esemplari sono stati trasferiti in rifugi tra Toscana, Piemonte, Liguria e Umbria, messi a disposizione dall’Ente Nazionale Protezione Animali, che ne curerà il recupero. Le associazioni Enpa e Leidaa hanno già annunciato la presentazione di un’istanza congiunta per l’affido definitivo degli animali sequestrati, in base all’articolo 260 bis del codice di procedura penale introdotto dalla “Legge Brambilla”. IN ALTO IL VIDEO

