Scoperta maxi fabbrica clandestina di sigarette: giro da 89 milioni

di Redazione

Un impianto industriale nascosto tra capannoni apparentemente anonimi, capace di sfornare un milione di sigarette al giorno e alimentare un traffico internazionale da milioni di euro. È il quadro emerso dall’operazione condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria di Trieste – Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata – su delega della direzione distrettuale antimafia, che ha smantellato una struttura criminale attiva tra Friuli Venezia Giulia e mercati esteri.

La fabbrica nascosta – Il cuore dell’organizzazione era un opificio clandestino allestito a Gonars, in provincia di Udine, all’interno di un capannone industriale di oltre 2.100 metri quadrati. Qui erano state installate due linee produttive altamente sofisticate, paragonabili a quelle delle grandi aziende del settore, in grado di realizzare quotidianamente circa un milione di sigarette complete di confezionamento. L’intero sistema era stato schermato con pannelli fonoassorbenti e isolanti, dotato di videosorveglianza e alimentato da un generatore autonomo a gasolio da oltre 150 KVa, così da evitare qualsiasi collegamento con la rete elettrica.

La rete logistica – Accanto allo stabilimento, l’organizzazione aveva predisposto un articolato sistema di supporto: un magazzino a Remanzacco per lo stoccaggio temporaneo del prodotto finito e del tabacco grezzo, e un’area di “exchange parking” a Buttrio, utilizzata per lo scambio dei rimorchi tra diversi vettori. Un meccanismo studiato per rendere impossibile la ricostruzione dei percorsi dei mezzi e risalire alla fabbrica.

Il blitz e la manodopera – Al momento dell’intervento, i militari hanno sorpreso l’impianto in piena attività. All’interno lavoravano ventuno persone, tutte straniere (ucraini e moldavi), prive di permesso di soggiorno e impiegate in condizioni definite proibitive. Gli operai vivevano all’interno dello stesso capannone, in spazi adibiti a dormitorio, con il divieto di uscire. Durante il blitz sono stati individuati anche due autoarticolati impegnati nelle operazioni di carico e scarico.

Un business internazionale – Le indagini hanno ricostruito un’attività durata circa cinque mesi, con una produzione complessiva di 137 milioni di sigarette, pari a 6,85 milioni di pacchetti. Il prodotto veniva destinato principalmente ai mercati esteri, dove i prezzi risultano significativamente più elevati: fino a 17,80 euro nel Regno Unito, 13 euro in Francia e 8 euro in Germania, contro una media di 6 euro in Italia. Con costi di produzione di pochi centesimi a pacchetto, i profitti illeciti sono stati stimati in circa 89 milioni di euro.

L’organizzazione criminale – Secondo quanto emerso, si trattava di un’associazione per delinquere strutturata, con figure di riferimento residenti tra Ucraina, Romania e Moldavia e una rete operativa in Italia. Centrale il ruolo di una società di autotrasporti con sede a Trieste, che aveva preso in locazione i capannoni utilizzati per le attività illecite, compresa un’ulteriore struttura a San Giovanni al Natisone, intestata a un prestanome.

Arresti e sequestri – Su richiesta della direzione distrettuale antimafia, il giudice per le indagini preliminari di Trieste ha disposto la custodia cautelare per due cittadini italiani residenti tra Udine e Trieste. A questi si aggiunge l’arresto in flagranza di un cittadino straniero. Complessivamente sono state denunciate 29 persone. Sequestrate oltre 77 tonnellate tra sigarette e tabacco per un valore superiore a 18 milioni di euro, macchinari industriali per 1,5 milioni di euro, due autoarticolati e circa 7 milioni di pezzi di materiale per il confezionamento.

Il materiale recuperato – Gran parte del materiale è stata distrutta, mentre il generatore elettrico, del valore di circa cinquanta mila euro, è stato destinato alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e già impiegato in operazioni di soccorso. IN ALTO IL VIDEO

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