Iran, intercettato missile verso la Turchia. Trump: “Non contento di nomina Mojtaba Khamenei”

di Redazione

Un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso obiettivi militari è stato intercettato dalle difese della Nato nel Mediterraneo orientale. Alcuni frammenti sono poi caduti nella provincia turca di Gaziantep, nel sud-est della Turchia. Secondo il ministero della Difesa turco non si registrano vittime. Il missile era diretto verso l’aeroporto militare di Incirlik, uno dei principali snodi strategici dell’Alleanza Atlantica nella regione. Ankara ha reagito convocando l’ambasciatore iraniano al ministero degli Esteri per esprimere una formale protesta, ribadendo che qualsiasi minaccia allo spazio aereo o al territorio turco sarà contrastata “con tutte le misure necessarie, adottate con decisione e senza esitazione”.

Iran, la nuova guida suprema e la guerra con Israele – Il quadro regionale resta segnato dall’escalation militare seguita all’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei durante i primi raid israeliani su Teheran. Dopo la morte del leader religioso, la nuova guida suprema dell’Iran è stata indicata nel figlio Mojtaba Khamenei. La sua elezione avviene mentre il conflitto tra Israele e Iran si allarga progressivamente. Le Forze di difesa israeliane riferiscono di aver colpito il quartier generale delle unità di droni dei pasdaran, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, durante una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture militari iraniane. Secondo una nota delle Idf, dal centro operativo sarebbero stati lanciati droni contro Israele e sarebbero stati custoditi altri velivoli pronti al lancio. L’esercito israeliano sostiene di voler “approfondire i danni inflitti ai sistemi e alle capacità militari del regime iraniano”, mentre proseguono gli attacchi anche contro le infrastrutture di produzione di missili balistici. Nell’ultima offensiva sarebbero state colpite anche petroliere e unità militari iraniane al largo della città portuale di Bandar-e-Lengeh, non lontano dal porto strategico di Bandar Abbas.

Trump: “Errore nomina di Mojtaba Khamenei” – La nomina della nuova guida suprema iraniana ha provocato reazioni immediate a Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso forte scetticismo sulla scelta di Teheran. “Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà”, ha dichiarato in un’intervista a Nbc News. Trump ha ribadito il proprio disappunto anche al New York Post, affermando: “Non ve li dirò. Non sono contento di lui”, riferendosi ai possibili piani nei confronti del nuovo leader iraniano. Dura la replica da Teheran. Il consigliere per la politica estera dell’ufficio della guida suprema, Kamal Kharazi, ha commentato alla Cnn: “Non sono affari di Donald Trump e di nessun altro”. Kharazi ha aggiunto: “Come insegnante di psicologia, direi che Donald Trump è piuttosto ignorante riguardo alla cultura e alla personalità iraniana, che è il prodotto di 500 anni di civiltà e ricca tradizione, rafforzata dalla dottrina sciita e dal misticismo islamico”.

Truppe in Iran? – Il presidente americano ha inoltre chiarito che al momento non esiste alcuna decisione sull’invio di truppe statunitensi in Iran. “Non abbiamo preso alcuna decisione in merito. Non siamo neanche lontanamente vicini a farlo”. Trump ha poi definito “troppo presto” discutere della possibilità che gli Stati Uniti possano assumere il controllo del petrolio iraniano, anche se ha ammesso che l’argomento è stato discusso. Una prospettiva che potrebbe complicare i rapporti con la Cina, destinazione di circa l’80 per cento delle esportazioni di greggio iraniano.

Golfo, droni iraniani abbattuti – Il conflitto continua a estendersi anche al Golfo Persico. Dopo i raid israeliani sui depositi petroliferi iraniani nel fine settimana, Teheran ha risposto con il lancio di droni Shahed contro raffinerie in Bahrein. I caccia britannici Typhoon hanno abbattuto diversi droni diretti verso la Giordania e il Bahrein. Il ministero della Difesa di Londra ha spiegato che uno dei velivoli senza pilota è stato distrutto “a difesa della Giordania”, mentre un altro è stato intercettato mentre puntava verso il Bahrein. Sono inoltre in corso “operazioni aeree difensive” a sostegno degli Emirati Arabi Uniti.

A Manama almeno 32 persone sono rimaste ferite quando un drone iraniano è precipitato nella zona di Sitra, a sud della capitale. Secondo l’agenzia ufficiale del Bahrein, quattro feriti versano in condizioni critiche, tra cui anche alcuni bambini. L’impianto di desalinizzazione di Qeshm, su un’isola iraniana nello stretto di Hormuz, è stato attaccato da territorio di un Paese vicino all’Iran. L’episodio ha lasciato senza approvvigionamento idrico circa trenta villaggi della zona. Nessuno ha rivendicato l’azione.

Libano, ucciso parroco – La guerra si riflette anche sul Libano. Secondo media libanesi, nella notte l’esercito israeliano avrebbe condotto un’operazione di terra nell’est del Paese dei cedri. Nel sud del Libano un bombardamento ha provocato la morte di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa di 50 anni. A riferirlo ai media vaticani è padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, che ha raccontato come il sacerdote fosse accorso per soccorrere un parrocchiano ferito durante un primo attacco e sia rimasto a sua volta colpito in un secondo bombardamento.

Tentativi di negoziato con Israele – Parallelamente il governo libanese ha aperto alla possibilità di negoziati diretti con Israele. Il premier Nawaf Salam ha dichiarato di essere pronto a discutere “qualsiasi proposta di negoziato, in qualsiasi formato e luogo” per arrivare a una pace “solida, duratura ed efficace”, fondata sulla formula “terra in cambio di pace”.

Rubio: “Iran vuol tenere mondo in ostaggio” – L’escalation militare sta coinvolgendo sempre più attori internazionali. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha accusato l’Iran di tentare di “tenere il mondo in ostaggio” con i suoi attacchi contro i Paesi del Golfo e con il blocco dello stretto di Hormuz. Secondo Rubio, l’obiettivo della missione militare è distruggere la capacità missilistica iraniana e colpire la marina militare del Paese.

Putin: “Fermo sostegno a Teheran” – Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Mojtaba Khamenei per la sua elezione a guida suprema dell’Iran, assicurando “il fermo sostegno a Teheran e la nostra solidarietà agli amici iraniani”.

Ue chiede de-escalation – L’Unione europea ha invece invitato alla de-escalation. In un comunicato congiunto, i vertici Ue Antonio Costa e Ursula von der Leyen hanno ribadito che “il dialogo e la diplomazia sono l’unica via praticabile per andare avanti”.

Petrolio alle stelle e borse in calo– Il conflitto ha avuto ripercussioni immediate sui mercati energetici. Dopo gli attacchi ai depositi petroliferi iraniani, il Brent è salito di oltre il 23 per cento nella mattina di lunedì. Le borse europee hanno chiuso in calo: l’indice Stoxx 600 ha perso lo 0,63 per cento, cancellando altri 116 miliardi di capitalizzazione dopo i 918 miliardi bruciati nella settimana precedente.

Russia pronta ad “aiutare” Ue – La Russia si è detta pronta a garantire forniture di petrolio e gas ai Paesi europei per stabilizzare i mercati, a patto che arrivi un segnale politico dall’Unione europea.

Mattarella convoca Consiglio Difesa – In Italia la crisi è seguita con attenzione dalle istituzioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale per venerdì 13 marzo alle ore 10 per analizzare la guerra in Iran e in Medio Oriente e le conseguenze della crisi internazionale. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’Eurogruppo, ha lanciato l’allarme sugli effetti economici dell’aumento dei costi energetici: “L’aumento dei costi energetici distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. La mancata indipendenza energetica mette a rischio la sicurezza economica dell’Italia”.

Macron: Francia non partecipa direttamente – Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece ribadito che Parigi non partecipa direttamente al conflitto. Dalla portaerei Charles de Gaulle ha spiegato che il dispiegamento militare francese nella regione serve a proteggere i cittadini francesi presenti nell’area e a preparare eventuali operazioni di rimpatrio.

L’evoluzione militare – Sul piano militare gli Stati Uniti stanno rafforzando il dispositivo nella regione. Tre bombardieri strategici B-52 sono atterrati nella base britannica della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, con l’obiettivo di potenziare il supporto alle operazioni contro l’Iran. Nel frattempo proseguono i lanci di missili e droni nel Golfo, mentre l’incertezza sulla durata della guerra continua a pesare sui mercati e sugli equilibri geopolitici internazionali.

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