Un video di circa 13 minuti pubblicato sui social per rispondere alle polemiche e alle critiche delle ultime settimane. Giorgia Meloni interviene direttamente nel dibattito sul referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo, denunciando quello che definisce un “clima di forte confusione” e provando a chiarire i contenuti della riforma promossa dal governo.
La presidente del Consiglio sostiene che il progetto di riforma non riguardi una parte politica ma l’intero sistema Paese. “Cosa c’è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”, afferma nel video. Secondo Meloni, infatti, la riforma punta a “rendere la magistratura più meritocratica e responsabile, correggendo storture mai risolte”.
Le “storture” del sistema – Nel suo intervento la premier parla di problemi strutturali mai affrontati nel corso della storia repubblicana. “Nella giustizia ci sono storture che in 80 anni di storia repubblicana non siamo mai riusciti a correggere. A ogni tentativo la reazione è stata sproporzionata: il risultato è che la magistratura ha perso molta della sua autorevolezza e efficacia. La riforma interviene su questo: rendere la giustizia più responsabile e libera dalla magistratura che ha perso molto della sua autorevolezza e molto della sua efficacia”. Meloni respinge anche l’idea che si tratti di un intervento contro i magistrati. L’obiettivo, spiega, è “una giustizia più moderna e più autonoma e libera dai condizionamenti della politica, è una riforma contro le degenerazioni di un sistema bloccato e non contro i magistrati”.
Il confronto con l’Europa e lo scontro politico – Nel video la presidente del Consiglio critica inoltre le opposizioni, accusate di utilizzare “toni apocalittici” contro la riforma. “Vengono usati toni apocalittici da chi non sembra avere molti argomenti contro questa riforma, come l’accusa di uno scivolamento verso un sistema illiberale. Io penso sia utile che gli italiani abbiano questo dato: nella gran parte dei Paesi europei la separazione delle carriere già esiste”, osserva, sostenendo che “la sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione”.
La premier va oltre e attribuisce alla sinistra un utilizzo politico della giustizia: “Il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che noi liberiamo i magistrati dal controllo e dal condizionamento, perché la sinistra ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni e questa riforma rompe quel meccanismo ma non per sostituirlo con magistrati controllati dalla destra ma con magistrati liberi da tutti e che potranno fare carriera perché sono bravi”.
Secondo Meloni, anche la critica secondo cui la riforma aumenterebbe il controllo dell’esecutivo sui magistrati sarebbe infondata. “La tesi secondo cui la riforma della giustizia aumenta il controllo dell’esecutivo sui magistrati è fantascienza, è una menzogna perché la riforma fa l’esatto contrario: è stata fatta per liberare i magistrati dalla politica”.
“Il referendum non è un voto sul governo” – Nel passaggio finale del video la presidente del Consiglio invita gli elettori a non trasformare il referendum in un giudizio sull’esecutivo. “Vi dicono di andare a votare per mandare a casa il governo, non conta quello che dice la riforma dicono. Consiglio di non cadere nella trappola: usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che considero sacrosanta”.
Meloni chiarisce inoltre che l’esito della consultazione non avrà conseguenze sull’esecutivo: “Il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No. Abbiamo scritto che avremmo fatto una serie di riforme ma ora aspetta agli italiani decidere, noi vogliamo arrivare al fine della Legislatura e essere giudicati dagli italiani allora. Oggi si vota sulla giustizia e non sulla politica”. IN ALTO IL VIDEO

