La giornata è iniziata con la terra che trema alle pendici dell’Etna. Alle ore 7.05 una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 ha svegliato la popolazione della provincia di Catania, con epicentro localizzato a circa 3,5 chilometri a nord-ovest di Ragalna e a una profondità di quattro chilometri. Il sisma, durato diversi secondi e chiaramente avvertito anche a Catania e in numerosi centri della provincia, ha provocato danni a edifici e strutture pubbliche, ma al momento non risultano feriti.
Danni e verifiche in corso – Il Comune più colpito è Ragalna, dove si registrano crepe, distacchi e crolli in abitazioni private e in alcuni edifici di culto, tra cui la chiesa di Santa Barbara. Cedimenti hanno interessato anche muretti in pietra lavica e parti di un rudere sono crollate su una strada. La polizia locale ha interdetto una vasta area del centro storico mentre proseguono le verifiche tecniche sugli edifici.
Il sisma ha provocato lesioni anche a strutture pubbliche. Crepe sono state rilevate persino all’interno del municipio. Il sindaco Antonio Caruso ha spiegato che l’edificio, dopo un sopralluogo, è stato dichiarato agibile ma resta interdetto al pubblico per precauzione. “Sono arrivate circa 600 segnalazioni di danni importanti a case private. Ma non abbiamo ancora un quadro completo. Anche il municipio ha riportato danni ma non strutturali e, dopo un sopralluogo, è stato dichiarato agibile. Comunque per precauzione lo abbiamo interdetto al pubblico”.
Interventi dei vigili del fuoco – L’attività dei soccorsi è concentrata soprattutto nel territorio di Ragalna. I vigili del fuoco hanno già concluso oltre 20 interventi e stanno gestendo più di 100 richieste di sopralluogo ancora in attesa. Sul posto operano anche funzionari e volontari della protezione civile. Il capo del dipartimento della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, in contatto con il sindaco, ha spiegato in un post sui social che il terremoto “molto probabilmente è stato causato dalla faglia Calcerana e da altre faglie note e censite nei nostri studi di microzonazione sismica di terzo livello, che si confermano avanzati e molto attendibili. Si segnalano crolli di muri stradali e tetti di case disabitate. Lesioni a numerosi edifici, compreso il municipio”. Cocina ha inoltre sottolineato che sul territorio “sono presenti squadre dei vigili del fuoco e nostri funzionari e volontari. La macchina di protezione civile è operativa”.
Sciame sismico dopo la scossa principale – Dopo il terremoto principale è stato registrato uno sciame sismico monitorato dall’Ingv di Catania. Sono state rilevate almeno 14 scosse di assestamento con magnitudo compresa tra 1.2 e 2.7. La scossa è stata percepita distintamente anche in diversi comuni dell’area etnea, tra cui Biancavilla e Santa Maria di Licodia, e persino nelle province di Messina e Siracusa.
Scuole chiuse in via precauzionale – Per consentire i controlli sugli edifici scolastici, diversi Comuni hanno disposto la sospensione delle attività didattiche. A Catania il sindaco Enrico Trantino ha annunciato il provvedimento via social: “La scossa ci invita a essere estremamente cauti e a predisporre i dovuti controlli all’interno degli istituti. Stiamo sospendendo le attività didattiche, invito i ragazzi a non andare a scuola”. Decisioni analoghe sono state adottate anche in altri centri della provincia, tra cui Aci Castello, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Gravina, Ragalna, San Gregorio e Tremestieri Etneo. Sul territorio intanto proseguono le verifiche tecniche e la raccolta delle segnalazioni, mentre la ricognizione dei danni è ancora in corso. IN ALTO IL VIDEO

