Iran, missili sul Golfo, altri raid su Teheran. Israele entra in Libano via terra

di Redazione

Quarto giorno di conflitto e il fronte si allarga: missili e droni investono Paesi del Golfo, mentre proseguono i bombardamenti su Teheran e l’esercito israeliano avanza anche via terra in Libano. Sullo sfondo, l’attacco con droni all’ambasciata statunitense a Riad, la linea dura annunciata dalla Casa Bianca e l’avvertimento iraniano ai partner europei: non entrare nel conflitto.

Missili su Emirati e Oman – Una raffica di missili balistici provenienti dall’Iran è stata segnalata negli Emirati Arabi Uniti, con la difesa aerea impegnata “ad affrontare” l’attacco e a garantire la sicurezza di cittadini e residenti. I Guardiani della rivoluzione hanno parlato di un’azione “contro uno dei punti di ritrovo dei terroristi americani” negli Emirati, sostenendo che al momento dell’attacco fossero presenti “più di 160 marines”. In Qatar, il ministero della Difesa ha dichiarato di aver intercettato e neutralizzato due missili balistici che hanno preso di mira diverse aree del Paese, dopo forti esplosioni avvertite a Doha. Il porto di Duqm, in Oman, è stato a sua volta preso di mira da droni: colpito un serbatoio di carburante, danni limitati e nessuna vittima secondo Oman News Agency. A Fujairah, negli Emirati, detriti caduti dopo l’intercettazione di un drone hanno innescato un incendio in un’area industriale petrolifera: nessun ferito e operazioni riprese, ha riferito l’ufficio stampa locale.

Australia: “Colpita nostra base vicino Dubai” – L’Australia ha affermato che l’Iran ha colpito una base utilizzata dalle sue truppe vicino a Dubai: il ministro della Difesa Richard Marles ha indicato la base aerea di Al Minhad e ha riferito che tutti i soldati australiani sono “al sicuro e presenti”, con circa 100 militari nella regione.

Raid Usa-Israele colpisce impianto nucleare – Gli Stati Uniti e Israele continuano a colpire infrastrutture strategiche iraniane. Secondo quanto riportato, nelle ultime 48 ore sarebbero emersi danni significativi all’impianto nucleare di Natanz, principale centro di arricchimento dell’uranio del Paese, in base a immagini satellitari diffuse dalla società di intelligence Vantor. L’emittente statale iraniana Irib ha segnalato due esplosioni vicino alla propria sede a Teheran, sostenendo però di proseguire le trasmissioni “senza interruzione”. Funzionari militari statunitensi hanno dichiarato di aver distrutto posti di comando delle Guardie Rivoluzionarie, capacità di difesa aerea, basi di lancio di missili e droni e aeroporti militari, in operazioni prolungate nel fine settimana.

Mezzaluna: “787 morti finora” – La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che il bilancio delle vittime dell’offensiva è salito a 787 morti; secondo stime dell’intelligence iraniana, oltre 1.000 Guardie Rivoluzionarie sarebbero state uccise finora, aggiornamento riportato da Ynet. L’agenzia ufficiale Irna sostiene inoltre che si siano svolti funerali solenni per 165 studentesse della scuola Shajareh Tayebeh di Minab, colpita nel primo giorno degli attacchi. Nelle prime 24 ore dell’operazione Epic Fury, secondo un funzionario statunitense citato da Nbc News, almeno 18 militari americani sarebbero rimasti gravemente feriti.

Libano, truppe israeliane entrano via terra – Le truppe israeliane sono entrate in Libano via terra conquistando “diversi punti” nelle vicinanze, nell’ambito di un piano per rafforzare la difesa del fronte, secondo quanto riferito dal portavoce dell’esercito. Le forze di difesa israeliane hanno inoltre annunciato attacchi a Beirut contro “centri di comando e depositi di armi” di Hezbollah, indicati nella zona meridionale della capitale. L’emittente libanese Al-Manar, affiliata a Hezbollah, ha dichiarato che i suoi uffici nella periferia sud di Beirut sono stati bombardati. Al Jazeera Arabic ha riferito di nuovi raid nel quartiere di Haret Hreik e di un ordine di sfollamento per Al Hadath nell’area di Dahiyeh. L’Unifil, secondo quanto riportato dal quotidiano “L’Orient Le Jour”, ha chiesto al personale non essenziale di evacuare posizioni nel sud del Paese. L’Unhcr ha segnalato che in Libano almeno 30mila persone risultano sfollate, con spostamenti importanti dal Libano meridionale, dalla Bekaa e dalla periferia sud di Beirut, dopo avvertimenti di evacuazione rivolti agli abitanti di oltre 53 villaggi e intensi attacchi aerei.

Hezbollah: “Sciame di droni su Israele” – Le forze israeliane hanno annunciato l’eliminazione del comandante della Jihad islamica palestinese a Beirut, Abu Hamza Rami, indicato come responsabile di “centinaia di attacchi” e del coordinamento di spostamenti lungo il confine Siria-Libano. Dal lato libanese, Hezbollah ha riferito di aver colpito la base aerea di Ramat David nel nord di Israele con “uno sciame di droni”, sostenendo che l’azione sia una ritorsione per raid israeliani con vittime in diverse aree del Libano. In Israele, la polizia ha riferito che alcuni impatti nel centro del Paese sarebbero stati causati da submunizioni provenienti dalla testata di una bomba a grappolo; a parlare è stato il comandante della polizia di Tel Aviv, Haim Sargaroff, citando feriti tra i civili e danni. L’esercito israeliano ha confermato che Teheran starebbe utilizzando bombe a grappolo contro i civili.

Trump: “Teheran vuole parlare, ma è tardi” – Dopo l’attacco con droni all’ambasciata statunitense a Riad, che ha provocato un incendio e lievi danni materiali, il presidente americano Donald Trump ha promesso: “Risponderemo all’attacco del nostro sito, presto scoprirete quale sarà la ritorsione”. In un post su Truth ha poi precisato: “Teheran vuole parlare, ma è troppo tardi”. In un altro passaggio, ha scritto che “le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori”, parlando di una disponibilità “praticamente illimitata” per quel tipo di armi, pur aggiungendo che “non siamo dove vorremmo essere” e che altre armi sarebbero immagazzinate “nei Paesi periferici”. A una domanda di NewsNation su possibili attacchi contro installazioni statunitensi o sul territorio americano, ha risposto: “No, fa parte della guerra, piaccia o no, le cose stanno così”. E, sollecitato su chi controlla l’Iran, ha detto che “molto presto” sarà chiaro.

“Trump ha parlato con leader curdi in Iraq” – Secondo quanto riferito, Trump ha parlato telefonicamente nella serata del 2 marzo con leader curdi in Iraq per discutere del conflitto e dei possibili sviluppi, in base a quanto riportato da Axios e a tre fonti a conoscenza dei colloqui.

Vance: “Non sarà un altro Afghanistan” – Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha respinto le critiche su una possibile “guerra infinita”, sostenendo che “ciò significa che non ci ritroveremo nei problemi che abbiamo avuto con Iraq e Afghanistan” e il presidente avrebbe obiettivi chiari e che l’obiettivo è garantire che l’Iran non ottenga un’arma nucleare. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in visita in Nord Macedonia, ha detto di percepire “un ampio sostegno in Europa”, citando tra gli elementi “applauditi” da molti colleghi l’eliminazione delle capacità nucleari e missilistiche iraniane e “anche la scomparsa di Khamenei”.

Netanyahu: “Iran costruiva nuovi siti per armi nucleari” – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l’Iran stesse costruendo nuovi siti per armi nucleari e che l’intervento fosse urgente: “Hanno iniziato a costruire nuovi siti… bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi… nel giro di pochi mesi”. Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha spiegato che l’avanzata nel Libano meridionale mira a impedire “fuoco diretto” sulle comunità israeliane, aggiungendo che Hezbollah “sta pagando e pagherà un prezzo elevato” per il fuoco contro Israele.

Teheran all’Europa: “Non unitevi al conflitto” – Da Teheran, il ministero degli Esteri ha avvertito i Paesi europei: “Non unitevi al conflitto di Usa e Israele, sarebbe un atto di guerra. Qualsiasi atto del genere contro l’Iran sarebbe considerato una complicità con gli aggressori, sarebbe dunque considerato un atto di guerra contro l’Iran”. Il portavoce Esmail Baghaei ha ribadito che l’Iran considera un’eventuale adesione europea “un atto di guerra e una complicità con gli aggressori”, riferendosi a possibili “azioni difensive” di Germania, Francia e Gran Bretagna contro missili iraniani sulle proprie basi nel Golfo.

Iran: “Attacchi in Bahrein e Qatar” – I pasdaran hanno affermato di aver effettuato un “massiccio attacco con droni e missili” contro una base aerea statunitense nella zona di Sheikh Isa, in Bahrein, sostenendo di aver distrutto edifici e incendiato serbatoi; non risultano commenti immediati dal Bahrein. L’Iran ha inoltre dichiarato di aver colpito la base di Al Udeid in Qatar, installazioni in Israele e “navi nemiche”, in una nota diffusa dalla televisione di Stato; al momento non risultano conferme indipendenti sull’entità dei danni o su eventuali vittime.

“Ahmadinejad sopravvissuto” – Un canale iraniano di opposizione con sede a Londra, Iran International, ha sostenuto che l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad sarebbe sopravvissuto a un tentativo di uccisione ed è stato trasferito in un luogo sicuro.

Raid colpiscono edificio durante elezione nuova guida suprema – In Iran, media locali hanno riferito che i raid avrebbero colpito l’edificio dell’organismo incaricato di eleggere la nuova guida suprema: per la tv di Stato l’edificio sarebbe stato evacuato in tempo e non ci sarebbero vittime.

Stretto di Hormuz, giallo su chiusura – Il capo della sicurezza iraniana Larijani ha ribadito che l’Iran “non negozierà” con Washington, mentre la Guardia rivoluzionaria ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno smentito che il passaggio sia stato effettivamente bloccato.

Italia e connazionali nell’area – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la partenza da Abu Dhabi di circa 200 studenti che partecipavano a un corso a Dubai: saranno trasferiti in aereo a Linate. Sul volo viaggiano anche alcuni cittadini italiani in particolare condizioni di salute. Sono disponibili altri autobus per il trasferimento dagli Emirati verso l’Oman, mentre voli charter con Oman Air sono in organizzazione per i passeggeri diretti in Italia. A Mascate, dalle ore 4.30, è operativo un primo gruppo di funzionari di rinforzo alle sedi diplomatiche. Tajani, in accordo con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha chiesto alla Farnesina di creare un’unità di supporto composta da diplomatici, carabinieri e finanzieri.

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