12 piani invece di 10: cantiere di maxi edificio residenziale sotto sequestro

di Redazione

Un palazzo di dodici piani che svetta oltre i limiti consentiti, migliaia di metri quadrati in più rispetto agli indici autorizzati e un cantiere ancora aperto nel pieno centro di Matera. È su questo scenario che si è abbattuto il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria.

Il provvedimento – I militari della Guardia di Finanza hanno eseguito il decreto, emesso dal giudice per le indagini preliminari del locale tribunale al fabbricato residenziale in corso di realizzazione in piazza Bianco, all’interno dell’area del Centro Direzionale Sub-Comparto 2C, noto come “ex Hotel Palace”.

Gli indagati – L’inchiesta coinvolge cinque persone, ciascuna in relazione al ruolo ricoperto nella committenza, nella presentazione dei titoli abilitativi, nella progettazione e asseverazione, nella direzione dei lavori e nell’esecuzione dell’opera. Si tratta dei legali rappresentanti della società proprietaria e committente, delle imprese esecutrici e del tecnico progettista-asseveratore nonché direttore dei lavori.

Le contestazioni – Le ipotesi di reato, allo stato delle indagini, riguardano l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo, in concorso tra i soggetti coinvolti e, per quanto concerne le imprese esecutrici, anche con cooperazione colposa. Le condotte sono ricondotte alla disciplina della Scia, con riferimento ad attestazioni e asseverazioni tecniche e alla rappresentazione dei presupposti di legge prospettati all’amministrazione procedente.

I titoli edilizi – Secondo quanto emerge dagli atti richiamati nel decreto del gip, l’intervento sarebbe stato “assentito” attraverso una sequenza di titoli progressivi: due Scia alternative al permesso di costruire, presentate rispettivamente nel marzo 2023 e nell’ottobre 2023 e intestate alla società originaria, seguite da una Scia ordinaria del dicembre 2024, intestata al nuovo proprietario e qualificata come variante rispetto ai precedenti titoli.

Le difformità – Gli accertamenti tecnici indicano scostamenti rilevanti rispetto ai parametri urbanistici consentiti. L’edificio presenta 12 piani fuori terra a fronte di un massimo autorizzato di 10; una superficie lorda complessiva di circa 9.445 metri quadrati rispetto a una soglia massima di 6.366,73 metri quadrati, con un’eccedenza di circa 3.078 metri quadrati; un’altezza complessiva di circa 38,40 metri, superiore di circa 2,40 metri rispetto al limite di 36 metri.

Le esigenze cautelari – Il provvedimento evidenzia che l’immobile non risulta ultimato, come attestato dai sopralluoghi che hanno documentato la presenza di impalcature e l’assenza di rifiniture interne. Da qui il rischio di prosecuzione dei lavori e di aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati. Anche un’eventuale ultimazione, si legge negli atti, potrebbe determinare un pregiudizio concreto per il regolare assetto del territorio, incidendo sul carico urbanistico in relazione alle dimensioni dell’opera e all’incremento abitativo previsto.

L’impatto sulla città – La vicenda assume particolare rilievo pubblico per l’ubicazione e la consistenza dell’intervento: una costruzione di grandi dimensioni in area centrale, immediatamente percepibile nel tessuto urbano e destinata, per volumetria, a incidere in modo significativo su infrastrutture e servizi, dalle reti idriche e fognarie all’energia, dal gas alla gestione dei rifiuti e alle opere collettive correlate. IN ALTO IL VIDEO

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