Si allarga il quadro investigativo sull’attacco armato avvenuto durante la cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca, mentre prende forma il profilo di Cole Tomas Allen, il 31enne fermato dopo aver aperto il fuoco alla presenza del presidente Donald Trump.
L’interrogatorio della sorella – Nelle ultime ore gli agenti del Secret Service hanno ascoltato la sorella dell’uomo, residente a Rockville, nel Maryland. Secondo quanto riferito dai media statunitensi, la donna avrebbe descritto il fratello come una persona incline a dichiarazioni estremiste e a posizioni politiche radicali. Agli investigatori avrebbe raccontato di averlo sentito parlare più volte del desiderio di compiere «qualcosa» per affrontare quelli che considerava i problemi del mondo.
L’attacco e il ferimento dell’agente – L’episodio si è verificato sabato durante l’evento annuale a Washington. Allen, armato di fucile a pompa, è riuscito ad avvicinarsi all’area della cena prima di essere bloccato. Ha esploso alcuni colpi, ferendo un agente dei servizi segreti che, grazie al giubbotto antiproiettile, ha riportato solo lesioni lievi ed è stato dimesso poche ore dopo. Il presidente Trump è stato immediatamente messo in sicurezza.
Le accuse in arrivo – Il 31enne è atteso in tribunale per la prima udienza davanti a un giudice federale. Le accuse non sono ancora state formalizzate, ma la procuratrice federale di Washington Jeanine Pirro ha anticipato che l’uomo sarà incriminato per aggressione a agente federale e uso di arma da fuoco durante un crimine violento. Il procuratore generale ad interim Todd Blanche non ha escluso ulteriori capi d’imputazione, tra cui il tentato omicidio.
Il manifesto e gli obiettivi – Al centro delle indagini anche un documento che l’uomo avrebbe inviato ai familiari pochi minuti prima dell’azione, nel quale si definiva “Friendly Federal Assassin” e delineava l’intenzione di colpire esponenti dell’amministrazione Trump, “in ordine di priorità”. Tra i possibili obiettivi, secondo le fonti, ci sarebbe stato anche lo stesso presidente. Nel testo compaiono passaggi di forte critica politica e riferimenti ideologici.
Le posizioni politiche e le critiche su Ucraina – Secondo il New York Post, Allen avrebbe espresso critiche nei confronti del vice presidente J.D. Vance per le posizioni sul mancato sostegno all’Ucraina, sostenendo al contempo raccolte fondi a favore delle truppe ucraine. Sui suoi social sarebbero stati individuati contenuti anti-Trump e dichiarazioni ostili anche verso il cristianesimo.
Il profilo del 31enne – Originario di Torrance, in California, Allen è un insegnante con una formazione accademica di alto livello: laurea in ingegneria meccanica al California Institute of Technology nel 2017 e, secondo il suo curriculum online, un master in informatica conseguito nel 2025 alla California State University-Dominguez Hills. Negli ultimi anni ha lavorato per la società C2 Education, specializzata nella preparazione ai test universitari, dove nel 2024 era stato indicato come “insegnante del mese”. In passato ha anche sviluppato un videogioco indipendente.
Le indagini e i movimenti – Gli investigatori stanno analizzando dispositivi elettronici e materiali sequestrati, compresi quelli rinvenuti nella stanza d’albergo a Washington. Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe viaggiato dalla California fino alla capitale passando per Chicago. Le armi utilizzate, una pistola e un fucile, risultano acquistate legalmente negli ultimi due anni.
Le reazioni – Il presidente Donald Trump ha definito il sospettato “una persona malata” e ha parlato di un individuo che agiva come “lupo solitario”. Il vicedirettore del Secret Service Matthew Quinn ha invece descritto l’episodio come “un tentativo di un codardo di generare una tragedia nazionale”. Anche il sindaco di Washington Muriel Bowser ha confermato che l’uomo era in possesso di più armi, tra pistole e coltelli.

