Mondragone (Caserta) – Un affondo frontale che chiama in causa direttamente il sindaco Francesco Lavanga e la gestione pluriennale dei tributi comunali. L’Associazione Mondragone Bene Comune torna a puntare il dito contro l’amministrazione, collegando il dissesto dell’ente alla mancata riscossione delle entrate e a quella che definisce una lunga stagione di “lassismo”.
La gestione dei tributi – “Sono anni – dicono da Ambc – che insistiamo sul mancato incasso dei tributi comunali e sull’enorme evasione che investe la fiscalità locale. Nella gestione dei tributi hanno nel tempo coinvolto – a pagamento – più di un privato, hanno chiesto ed ottenuto lavoratori privati a supporto degli uffici comunali competenti, hanno messo la gestione dei tributi in capo al comando di polizia locale (con un interim che noi da tempo contestiamo per palese illegittimità), ma non hanno mai tirato un ragno dal buco”.
Il dissesto – Secondo l’associazione, proprio l’assenza di un piano “concreto e fattibile” per migliorare la riscossione avrebbe rappresentato uno dei motivi che hanno spinto la Corte dei conti a bocciare il piano di riequilibrio presentato dal sindaco, aprendo così la strada al fallimento del Comune. “Per decenni il Comune ha lasciato correre, ha chiuso un occhio, ha tollerato, limitandosi a contabilizzare quei crediti (spesso divenuti di fatto inesigibili) e spendendo però come se quei soldi ci fossero. E così hanno portato Mondragone al dissesto”.
“Cosa ha fatto Lavanga in 20 anni?” – Nel mirino finisce il lungo percorso amministrativo dell’attuale primo cittadino: “Per esempio, durante la lunga esperienza di amministratore dell’attuale sindaco: non dimentichiamo che Lavanga è stato consigliere comunale, assessore, vicesindaco e sindaco di questa città. Questo sindaco è in pista da quasi 20 anni e, quindi, è senz’altro uno dei maggiori responsabili di questo disastro!”. Archiviata la tornata elettorale regionale e in vista del bilancio stabilmente riequilibrato, l’associazione parla di una “pesca a strascico” per recuperare decenni di inerzia. “Ci domandiamo: ma questo sindaco, che oggi ci fa anche la ‘lezioncina’ sul dovere di pagare i tributi, cosa ha fatto mentre era consigliere, assessore e vicesindaco per migliorare la gestione delle entrate e per far rispettare quel dovere? Quali iniziative Lavanga ha promosso per incrementare l’efficienza del sistema di riscossione e semplificarla, orientandone l’attività secondo i princìpi di efficacia, economicità e imparzialità e verso obiettivi di risultato, e potenziare l’attività di riscossione coattiva? E perché ciò che si sta facendo ora non è stato fatto, per esempio, nel 2017, nel 2018, nel 2019, nel 2020, nel 2021, nel 2022, nel 2023, nel 2024 e nel 2025, con Lavanga vicesindaco e sindaco?”.
“In Umbria un’amministrazione condannata” – L’associazione richiama anche la sentenza numero 62/2022 della Corte dei conti, sezione giurisdizionale dell’Umbria, che ha condannato sindaco, assessore e dirigenti – compreso l’amministratore di una società partecipata – a rifondere il Comune per il vuoto creato nelle casse pubbliche: “Questo sindaco, che ha fatto fallire il Comune per non essere stato capace di presentare un idoneo piano di riequilibrio, dovrebbe sapere che la gestione inefficiente dell’ufficio tributi, che determina il mancato incasso delle entrate comunali, comporta responsabilità non soltanto per il personale, ma anche per gli amministratori”.
Cimitero – Non manca un riferimento al cimitero comunale: “Ricordiamo sempre che questo Lavanga per anni non si è accorto che nel Cimitero comunale agivano indisturbati dei privati non autorizzati, con ingente danno erariale per le casse comunali. E non se ne è accorto addirittura da assessore delegato al Cimitero (sic!)”.
Diritti del contribuente – Ambc precisa che “i tributi devono essere pagati da tutti, ma all’interno di un quadro chiaro di regole di garanzia. E le regole di garanzia valgono anche per gli Enti Locali, nonché per le società a cui gli enti impositori affidano, in concessione, compiti di accertamento. I rapporti tra contribuente e amministrazione comunale devono essere improntati al principio della collaborazione e della buona fede, come sancisce lo Statuto dei Diritti del Contribuente, che vale anche per il comune di Mondragone”. Da qui l’interrogativo sul “caos di questi giorni”: “Siamo sicuri che il caos di questi giorni non calpesti i diritti del contribuente e siamo sicuri che tutto stia avvenendo nel rispetto delle norme vigenti?”.
Tari e tariffazione puntuale – Infine, uno sguardo alla Tari. Ambc ricorda di chiedere “da tempo un cambio di passo e di valutare un’alternativa all’attuale modalità di gestione dei rifiuti (a partire dallo spazzamento e dalla raccolta), che favorisce ed ingrassa soltanto il privato di turno”, rilanciando la proposta della tariffazione puntuale, “per cui l’utente paga in base alla” quantità effettiva di rifiuti prodotti. L’associazione annuncia ulteriori approfondimenti sulla vicenda, lasciando intendere che il confronto politico sul tema delle entrate e della gestione dei rifiuti è destinato a proseguire.

