Tufino, la piccola Alessandra morta di stenti: arrestati gli zii

di Redazione

A oltre un anno dalla morte di una bambina di quattro anni, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024 a Tufino (Napoli), l’inchiesta registra una svolta giudiziaria. Il 31 gennaio i carabinieri della Compagnia di Nola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati, zii della piccola, ritenuti responsabili di omicidio aggravato.

Il provvedimento – La misura cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola su richiesta della Procura, al termine di un’attività investigativa lunga e complessa, avviata immediatamente dopo il decesso della minore, avvenuto all’interno dell’abitazione del nucleo familiare affidatario.

L’avvio dell’indagine – I primi accertamenti scattarono in seguito alla richiesta di intervento di un medico del pronto intervento, giunto sul posto e rimasto allarmato dalle condizioni del corpo della bambina. Da quel momento l’inchiesta ha impegnato per mesi i carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Nola e della Stazione di Tufino, con il supporto del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Roma – Sezione biologia.

Gli accertamenti tecnici – Determinanti, ai fini della ricostruzione dei fatti, sono stati gli esiti delle consulenze medico-legali collegiali, delle analisi informatiche e della documentazione acquisita. Gli investigatori hanno ricostruito in ordine cronologico l’intera vicenda, a partire dall’affido della piccola Alessandra alla coppia, avvenuto nell’estate del 2024, dopo la sospensione della patria potestà ai genitori naturali.

Le accuse – Secondo l’ipotesi accusatoria, la bambina sarebbe stata vittima di gravi e reiterate condotte di trascuratezza e maltrattamento, tecnicamente qualificate come child neglect, che avrebbero determinato una severa denutrizione. A questo quadro si sarebbero aggiunte violenze fisiche che, insieme allo stato di grave debilitazione, avrebbero condotto la minore a una condizione cachettica.

Le cause del decesso – Il decesso, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato favorito anche da ulteriori traumi subiti dalla bambina, tra cui ustioni, piaghe da decubito, una frattura e l’insorgenza di una grave patologia polmonare. Un insieme di elementi che ha portato gli inquirenti a contestare ai due indagati l’omicidio aggravato e a chiedere l’applicazione della misura cautelare più severa.

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