Il 29 gennaio di vent’anni fa prendeva forma quello che sarebbe passato alla storia come il “Modello Ercolano”, l’insieme di azioni che portarono il comune vesuviano a liberarsi dal giogo della camorra e del racket, aprendo una stagione nuova di legalità e coraggio civile.
Le origini del modello – Quel percorso, avviato nel 2006, trovò una delle sue espressioni più significative nella nascita ad Ercolano dell’associazione Fai, la Federazione antiracket italiana, diventata negli anni un punto di riferimento nazionale nella lotta alle estorsioni e all’usura.
La commemorazione a Villa Campolieto – A distanza di due decenni, nel giorno della ricorrenza, Ercolano ha scelto di ricordare quella svolta con un gesto simbolico e carico di significato: nel parco del miglio d’oro è stato piantato un albero antiracket, emblema di legalità e memoria condivisa. L’iniziativa si è svolta nel Salone delle Feste di Villa Campolieto, alla presenza dei vertici locali, regionali e nazionali della Fai, Pasquale Del Prete, Rosario D’Angelo e Luigi Ferrucci, insieme al fondatore Tano Grasso e ad altri protagonisti di quegli anni, tra cui l’allora sindaco Nino Daniele.
La presenza del Governo – All’incontro è intervenuta anche il commissario straordinario di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Maria Grazia Nicolò, a testimonianza di un impegno istituzionale che, a vent’anni di distanza, continua a riconoscere nel “Modello Ercolano” un’esperienza concreta e replicabile di contrasto alla criminalità organizzata. IN ALTO IL VIDEO

