Traffico di rifiuti, Polieco plaude a operazione Dda Salerno: “Colpita figura chiave dell’intermediario”

di Redazione

Il consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco esprime pieno apprezzamento per l’operazione condotta dalla Dda di Salerno, con il supporto delle forze investigative impegnate nel contrasto al traffico illecito dei rifiuti (leggi qui). “Un forte plauso va alla magistratura e alle forze dell’ordine che svolgono un lavoro essenziale a tutela dell’ambiente, della legalità e della parte sana del sistema imprenditoriale che opera nel nostro Paese”: così Claudia Salvestrini, direttrice di Polieco, commenta il risultato delle indagini che hanno portato alla scoperta di un sistema criminale dedito allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non, in Campania.

Rifiuti inviati all’estero, abbandonati nei terreni o stipati in capannoni dismessi. Il meccanismo sempre lo stesso: come ricostruiscono gli inquirenti, “classificazione fittizia dei rifiuti da parte degli impianti di produzione e redazione di falsa documentazione indicante siti di destino inesistenti”. “È un fenomeno che conosciamo bene: si ripetono schemi già visti, con metodi che cambiano poco nel tempo e che continuano a mettere a rischio territori, impianti, operatori corretti e reputazione del Paese”, sottolinea Salvestrini.

Il focus della direttrice è sulle spedizioni all’estero. In questo caso, com’è già accaduto in passato, si è rivelato determinante l’alert dei Paesi destinatari delle esportazioni dei rifiuti. Stavolta l’allarme è arrivato dall’ Ungheria. “La collaborazione internazionale può fare la differenza nel fermare spedizioni sospette e ricostruire responsabilità in ogni fase”, osserva Salvestrini.

In un contesto complesso, Polieco richiama l’attenzione su un aspetto strutturale del fenomeno: organizzazioni e meccanismi che sfruttano figure-chiave lungo la filiera. “Ciò che emerge con forza, ancora una volta, è la centralità della figura dell’intermediario: un nodo che, quando opera fuori dalle regole, può trasformarsi nel punto di raccordo tra produzione, movimentazione, documentazione e destinazioni finali”, evidenzia Salvestrini. “Colpire questi snodi significa colpire la capacità stessa delle reti illegali di funzionare”. A tutela dell’ambiente e dell’interesse pubblico della corretta gestione dei rifiuti, Polieco annuncia che, qualora tra i flussi illeciti dovesse essere confermata la presenza di rifiuti plastici rientranti nella competenza del Consorzio, valuterà di costituirsi parte civile nell’ambito dei procedimenti giudiziari che dovessero scaturire dalle indagini.

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