Aversa, studenti e memoria al Teatro Cimarosa: Titti Marrone racconta di tre bambini nella Shoah

di Redazione

Aversa (Caserta) – C’è un silenzio che pesa più di qualsiasi parola quando la memoria diventa racconto condiviso. È quello che ha attraversato il Teatro Cimarosa di Aversa durante l’incontro con gli studenti delle scuole superiori del territorio, riuniti per riflettere sulla Shoah, sulle leggi razziali e sul valore civile del ricordare.

L’iniziativa si inserisce nel percorso del Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio, data simbolo dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e riconosciuta dalla Repubblica italiana per commemorare le vittime dello sterminio nazifascista e quanti si opposero al progetto di annientamento, spesso a costo della propria vita.

Le scuole partecipanti – Al centro della giornata, la partecipazione attenta e consapevole di numerosi ragazzi provenienti dal Liceo “Da Vinci” (sede di Trentola Ducenta), dal Liceo “Jommelli”, dall’Istituto “Mattei”, dall’Istituto “Gallo” e dal Liceo “Fermi”. I ragazzi hanno seguito con profonda concentrazione un percorso di ascolto e confronto che ha trasformato la memoria storica in esperienza viva, capace di interrogare il presente.

“Giovani e Memoria” – L’appuntamento rientra nella terza edizione di I Giovani e la Memoria, manifestazione organizzata dalla libreria Libriotheca di Aversa e promossa dalla famiglia Grasso, da anni impegnata nella diffusione dei valori della tolleranza, del rispetto e dei diritti umani. Un progetto ormai consolidato, che affida alle nuove generazioni il compito di custodire e rinnovare il senso della memoria.

La Shoah attraverso gli occhi dei bambini – Ospite dell’incontro è stata la giornalista e scrittrice Titti Marrone, autrice del libro Meglio non sapere. Tre bambini nella Shoah (Feltrinelli, 2023). Attraverso una narrazione intensa e misurata, l’autrice ha ricostruito la storia vera di tre bambini deportati ad Auschwitz: le sorelle Liliana (Tatiana) e Alessandra (Andra), di quattro e sei anni, e il cuginetto Sergio. Una prospettiva intima, quella dell’infanzia violata, che rende ancora più evidente la disumanità di uno dei capitoli più bui del Novecento.

Dopo la Liberazione – Per le due sorelle, la liberazione del campo il 27 gennaio 1945 non coincise con la fine delle sofferenze. Seguirono anni difficili: prima a Praga, in un orfanotrofio della Croce Rossa, poi in Inghilterra, in una casa di accoglienza per bambini ebrei, fino al ritorno in Italia grazie a una tenace rete di ricerche. Tragica e diversa la sorte di Sergio, vittima di un crudele inganno che portò alla morte di venti bambini, utilizzati come cavie per esperimenti medici nazisti.

La rete educativa e civile – L’incontro, moderato dalla professoressa Patrizia d’Alesio, ha visto la partecipazione della sezione Anpi di Aversa, rappresentata dal giornalista Pierpaolo De Brasi, e il sostegno della Caritas. Un segno concreto di collaborazione tra scuola, associazioni e realtà culturali del territorio. Numerosi e puntuali gli interventi degli studenti, interessati non solo alla storia dei protagonisti, ma anche al ruolo del giornalismo e alla scrittura come strumento di testimonianza. Un confronto che ha restituito il senso di una memoria non rituale, ma consapevole e partecipata.

L’impegno di Libriotheca – «La sensibilità dei giovani di oggi è impressionante e ci spinge a sperare in un futuro migliore, fatto di pace», ha commentato Giovanni Grasso, organizzatore dell’evento. Un messaggio che ha aperto anche a riflessioni sugli attuali scenari geopolitici e sull’urgenza di condannare ogni forma di violenza, perché il dolore resta tale, indipendentemente da chi lo subisce. Libriotheca ha ribadito, ancora una volta, il proprio impegno nel rendere la memoria uno strumento vivo: non un esercizio del passato, ma una chiave per comprendere il presente e orientare le scelte delle nuove generazioni.

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