Trentola Ducenta, processo Jambo: confermata assoluzione per Griffo, revocata confisca del centro

di Redazione

Trentola Ducenta (Caserta) – La Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli ha messo il punto su uno dei filoni centrali del processo Jambo, quello celebrato con rito ordinario, ridisegnando in modo significativo l’esito del primo grado.

I giudici di secondo grado hanno confermato l’assoluzione, già pronunciata in primo grado, dell’ex sindaco di Trentola Ducenta, Michele Griffo, rigettando l’appello presentato dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Assoluzione piena anche per l’imprenditore Ortensio Falco, co-titolare del centro commerciale, nei cui confronti la Corte ha riformato la condanna inflitta in primo grado, stabilendo che il fatto non sussiste.

La posizione degli imprenditori Falco – Diverso l’esito per l’altro imprenditore Alessandro Falco, patron della Cis Meridionale. La Corte ha ridimensionato la pesante condanna di primo grado, infliggendo una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione per il solo concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, riconducibile al clan dei casalesi. In primo grado erano stati inflitti 7 anni di reclusione.

Revocata la confisca del centro commerciale – Disposta la revoca della confisca del Jambo e di altri beni immobili. Il complesso torna così nella piena disponibilità dei componenti della famiglia Falco, che potranno nuovamente utilizzarlo.

Il processo e il contesto investigativo – La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dal presidente Eduardo De Gregorio, nell’ambito del processo sulle presunte infiltrazioni camorristiche legate alla realizzazione del centro commerciale. Per Michele Griffo, la Corte ha respinto la richiesta della Dda, che aveva sollecitato una condanna a 8 anni, confermando integralmente l’assoluzione già decisa dai giudici di Santa Maria Capua Vetere. Nel collegio difensivo erano impegnati gli avvocati Mario Griffo, Carlo De Stavola, Stefano Montone e Alfonso Furgiuele.

Il sequestro del 2015 e le accuse – Il Jambo finì sotto sequestro nel dicembre 2015 nell’ambito di un’inchiesta sul cosiddetto “gruppo trentolese” del boss Michele Zagaria, capo dell’omonima fazione del clan dei casalesi, arrestato nel 2011 dopo 15 anni di latitanza. Secondo l’impostazione accusatoria, il Jambo sarebbe stato di fatto riconducibile alla famiglia Zagaria. Griffo era accusato di concorso esterno, in quanto, quale esponente politico di rilievo dell’amministrazione comunale, avrebbe esercitato le proprie funzioni pubbliche favorendo le richieste del clan e delle imprese ad esso collegate, in particolare nei settori delle licenze edilizie, delle convenzioni e degli appalti pubblici, ricevendo in cambio appoggio elettorale. Ma oggi, con la decisione della Corte di Appello, il quadro giudiziario di uno dei procedimenti simbolo sulle presunte infiltrazioni camorristiche nel territorio casertano viene profondamente ridimensionato.

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