Undici persone uccise, dodici ferite, un campo da calcio trasformato in una scena di morte al termine di una partita. È il bilancio dell’attacco armato avvenuto domenica a Salamanca, nello stato messicano di Guanajuato, dove un gruppo di assalitori ha aperto il fuoco contro giocatori e spettatori che si stavano trattenendo nell’area sportiva.
L’attacco e le vittime – Secondo quanto riferito dall’ufficio del sindaco, dieci persone sono morte sul posto, mentre un’undicesima è deceduta in ospedale a causa delle ferite riportate. Altre dodici persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo cure mediche. Tra loro anche una donna e un bambino. I colpi hanno raggiunto sia chi stava giocando sia chi assisteva alla partita, in un contesto che, come ogni fine settimana, vedeva la presenza di famiglie, bambini e bancarelle di cibo. Il movente dell’aggressione non è ancora chiaro.
Le parole del sindaco – A rendere nota la notizia è stato il sindaco Cesar Prieto che, in un post su Facebook, ha definito l’attacco “deplorevole e codardo”. In un successivo videomessaggio ha ammesso: “Stiamo vivendo uno dei momenti più bui per il nostro tessuto sociale. I gruppi criminali stanno tentando di piegare lo Stato. Non ci riusciranno”. Dichiarazioni che arrivano in una fase già segnata da una forte escalation di violenza in città.
Una scia di sangue – L’agguato al campo da calcio arriva, infatti, dopo giorni particolarmente tesi. Sabato, sempre a Salamanca, cinque persone erano state uccise in un altro episodio violento. Pochi giorni prima era stato disinnescato un ordigno in un impianto petrolifero statale. Sempre sabato sera, nella stessa città, sono stati rinvenuti quattro sacchi contenenti resti umani, ulteriore segnale della pressione esercitata dalla criminalità organizzata sul territorio.
Guanajuato al centro della guerra dei cartelli – Lo stato di Guanajuato è da tempo uno degli epicentri della violenza in Messico. Lo scorso anno ha registrato il numero più alto di omicidi del Paese, oltre duemila, in gran parte legati allo scontro tra il cartello di Santa Rosa de Lima e il Jalisco Nueva Generación. Salamanca, snodo strategico per la presenza di una raffineria e per la posizione di confine tra le aree di influenza dei gruppi criminali, rappresenta una posta particolarmente alta.
Le implicazioni politiche e la risposta dello Stato – La strage ha anche un peso politico per il governo federale, impegnato in una campagna di repressione dei cartelli per dimostrare di avere il controllo della situazione. Donald Trump ha più volte minacciato interventi diretti contro i gruppi criminali messicani, sostenendo che governino intere aree del Paese, ipotesi respinta dalla presidente Claudia Sheinbaum come violazione della sovranità nazionale. Negli ultimi giorni il Messico ha intensificato le operazioni: arresti eccellenti, consegna agli Stati Uniti di decine di sospetti e una pressione crescente sui cartelli. Una strategia che ha contribuito a ridurre gli omicidi a livello nazionale, ma che ha avuto effetti collaterali evidenti, con il rafforzamento del cartello di Jalisco in alcune regioni, Guanajuato compresa.
Le indagini in corso – L’area dell’attacco è stata immediatamente blindata con l’arrivo della Guardia nazionale, dell’esercito e delle forze di sicurezza statali. È scattata una vasta operazione per individuare i responsabili, mentre la Procura generale sta raccogliendo prove sul posto per chiarire la dinamica dell’aggressione. Il governo locale ha condannato l’accaduto, espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e promesso il massimo impegno per tentare di riportare sicurezza in una regione da tempo segnata dalla violenza.

