UE riduce sanzione rifiuti a Campania, Topo (Pd): “Vicini a uscita da procedura di infrazione”

di Redazione

Dal 120mila a 20mila euro al giorno. L’Unione europea ha deciso una riduzione significativa della sanzione inflitta alla Campania per la cattiva gestione dei rifiuti, una penalità che la Regione paga dal 2015, anno della condanna pronunciata a seguito delle criticità strutturali del ciclo regionale. La decisione arriva dopo i passi avanti riconosciuti a livello comunitario negli ultimi anni, in particolare nel corso dei due mandati dell’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca. La scelta della Commissione europea è legata all’applicazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, causa C-653/13, relativa alla mancata esecuzione della precedente condanna sulla gestione dei rifiuti in Campania.

A commentare la decisione è l’eurodeputato Raffaele Topo, del Pd, che parla di “segnale positivo e riconoscimento dei progressi concreti compiuti dalla Regione”. “Nell’ottobre 2025 ho sottoposto un’interrogazione alla Commissaria europea all’Ambiente, Jessica Roswall, su questo tema – afferma – evidenziando come la Regione Campania non conferisca da tempo rifiuti urbani in discarica, privilegiando il recupero e il riciclo, in piena coerenza con le direttive europee e con il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani approvato nel luglio 2024”.

Secondo Topo, il ciclo dei rifiuti “risulta oggi stabile ed efficiente”, come confermato anche dal Rapporto Ispra 2024, che colloca la Campania in linea con la tendenza nazionale di riduzione del ricorso alle discariche e con le politiche europee sull’economia circolare. Un risultato che, a suo giudizio, è legato anche agli investimenti realizzati e alle infrastrutture entrate in funzione grazie al lavoro dell’ex vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.

La procedura d’infrazione, avviata formalmente nel 2015, prevedeva una sanzione giornaliera di 120mila euro, ricalcolata ogni sei mesi sulla base dei rimedi messi in campo dalla Regione. Nel 2020 Bruxelles aveva chiesto relazioni periodiche sulle infrastrutture per valutare tre nodi principali: incenerimento e termovalorizzazione, conferimento in discarica e trattamento della frazione organica, compresa la gestione delle ecoballe di rifiuti storici.

Già nel 2021 l’Unione europea aveva riconosciuto i miglioramenti nella capacità di incenerimento e termovalorizzazione grazie all’impianto di Acerra pienamente operativo. Ulteriori progressi sono stati certificati dal luglio 2023, quando la Campania ha fornito “prove sufficienti dell’esecuzione della sentenza” per quanto riguarda il trattamento della frazione organica, anche in virtù dell’entrata in funzione dell’impianto di Giugliano, in provincia di Napoli.

Nel 2025 la trattativa con Bruxelles è stata portata avanti da Bonavitacola che ha illustrato la scelta della Regione di non realizzare nuove discariche, in linea con l’indirizzo generale della Commissione europea verso una gestione moderna dei rifiuti. Una posizione sostenuta anche nel confronto con gli uffici comunitari, ai quali è stato chiesto l’azzeramento totale della sanzione, ritenendo incoerente vietare le discariche a livello europeo e, allo stesso tempo, pretenderne la realizzazione in Campania.

La strategia regionale, ribadita anche in sede europea, resta centrata sulla riduzione del residuo indifferenziato attraverso l’incremento della raccolta differenziata. Un percorso che, secondo Topo, rende oggi “sempre più vicina” la chiusura definitiva della procedura d’infrazione e consentirebbe di destinare le risorse pubbliche a investimenti diversi, dalla transizione ecologica al rafforzamento dei servizi pubblici locali.

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