È stato rintracciato ad Aversa (Caserta) e arrestato il secondo uomo coinvolto nelle truffe agli anziani messe a segno lo scorso 15 dicembre in Sardegna, nell’Oristanese. Si tratta di un 35enne, ritenuto il complice del 37enne, anch’egli proveniente dal Casertano, già fermato nei giorni immediatamente successivi ai fatti. Con il suo arresto si chiude il cerchio su una doppia estorsione e tentata estorsione che aveva preso di mira persone anziane nei comuni di Nureci e Samugheo, utilizzando la collaudata tecnica del “finto carabiniere”.
Soldi e preziosi per 28mila euro – L’uomo, secondo quanto accertato dai carabinieri della compagnia di Ghilarza, avrebbe avuto un ruolo attivo sia nel tentativo di truffa ai danni di una donna anziana di Nureci, sia nell’imbroglio riuscito a Samugheo, dove un altro anziano era stato convinto a consegnare oggetti in oro e denaro contante per un valore complessivo di circa 12mila euro. Nel primo caso, i due avevano cercato di farsi consegnare 16mila euro, facendo leva su una falsa emergenza giudiziaria che avrebbe coinvolto una parente della vittima.
Le indagini – L’arresto del 35enne arriva al termine di un’attività investigativa portata avanti senza interruzioni, nemmeno durante le festività natalizie, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Oristano. Già nella mattinata del 19 dicembre 2025 i carabinieri della compagnia di Ghilarza, con il supporto del comando provinciale di Nuoro e della compagnia di Alghero, avevano eseguito il fermo del 37enne, originario della provincia di Caserta, ritenuto responsabile dei due episodi avvenuti il 15 dicembre. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, unita alla collaborazione con una società di noleggio auto, ha consentito agli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ghilarza di ricostruire gli spostamenti dell’autovettura utilizzata dai malviventi in diverse zone della Sardegna, arrivando così all’identificazione del presunto complice.
I fatti – A Nureci, i carabinieri della stazione di Senis erano intervenuti tempestivamente presso l’abitazione di un’anziana donna contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dei carabinieri. Alla vittima era stato riferito che la sorella era coinvolta in un grave incidente stradale con l’investimento di una donna incinta e che, per evitare pesanti conseguenze penali, sarebbe stato necessario preparare 16mila euro in contanti. L’arrivo dei veri militari aveva però mandato a vuoto il piano, costringendo i truffatori alla fuga. Diverso l’esito a Samugheo, dove un anziano era invece caduto nella trappola. Contattato sempre da un finto carabiniere, era stato convinto di essere coinvolto in una rapina avvenuta nel Sassarese e della necessità di una perquisizione domiciliare. Per “chiarire” la sua posizione, gli era stato chiesto di consegnare tutti i valori presenti in casa a un sedicente militare per una comparazione con la refurtiva. L’uomo aveva così ceduto monili in oro e contanti, prima che il truffatore facesse perdere le proprie tracce.
Il provvedimento – Le denunce immediate delle vittime hanno permesso di avviare un’indagine rapida e approfondita, culminata ora con l’arresto del secondo indagato. Il 35enne è stato bloccato ad Aversa grazie alla collaborazione dei carabinieri della locale compagnia e associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Su richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati.
L’organizzazione – L’inchiesta ha messo in luce un sistema ben strutturato: i due si sarebbero spostati dalla Campania alla Sardegna dopo aver selezionato con attenzione le vittime, raccogliendo informazioni sulle loro abitudini, sull’eventuale assenza di familiari e persino sui nomi dei parenti da citare durante le telefonate, così da rendere più credibile la messinscena.

