È morta a 76 anni Valeria Fedeli, sindacalista, ex ministra dell’Istruzione e figura centrale della sinistra italiana degli ultimi decenni. Si è spenta oggi, martedì 14 gennaio, dopo una malattia, lasciando un segno profondo nel mondo del lavoro, della politica e delle battaglie per i diritti delle donne. Un minuto di silenzio è stato osservato dall’assemblea dei parlamentari del Partito Democratico, mentre dalla politica è arrivato un cordoglio trasversale.
Nata a Treviglio il 29 luglio 1949, Fedeli aveva iniziato il suo percorso nel sindacato, diventando una dirigente di primo piano della Cgil. È stata segretaria generale della Filtea-Cgil, la categoria dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento, e nel 2012 vicepresidente di Federconsumatori. A definirsi, amava usare il termine “sindacalista pragmatica”, una cifra che ha accompagnato tutta la sua vita pubblica. Sposata con il sindacalista e politico Achille Passoni, Fedeli aveva lasciato giovanissima la pianura bergamasca per trasferirsi a Milano e poi a Firenze, città che considerava d’adozione. Attiva fino all’ultimo, l’8 gennaio aveva pubblicato il suo ultimo post su Facebook; il 20 dicembre aveva partecipato a Roma a un incontro sul libro Donne nella storia del ’900. Fino alla fine, gli incontri, il partito, le battaglie femministe. Una vita spesa senza arretrare.
Dal sindacato alle istituzioni – L’ingresso in Parlamento avviene con l’elezione a senatrice del Partito Democratico alle politiche del 2013. Successivamente diventa vicepresidente del Senato e tra gennaio e febbraio 2015 presiede temporaneamente l’Aula di Palazzo Madama, subentrando a Pietro Grasso. Nel dicembre 2016 arriva la chiamata che segna una svolta: il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la nomina ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un incarico ricoperto fino al maggio 2018, durante il quale promuove, tra le altre cose, il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole e l’estensione dell’insegnamento della filosofia agli istituti tecnici. “Mi ha chiamato il presidente Gentiloni — aveva raccontato poco prima di giurare al Quirinale — e mi ha chiesto la disponibilità a dare una mano al governo per quanto riguarda l’istruzione, l’università e la ricerca. Sono rimasta completamente spiazzata, non me l’aspettavo proprio”.
L’impegno femminista – Sempre in prima linea nelle battaglie per la parità di genere, Fedeli è stata tra le fondatrici del movimento Se non ora, quando? e ha dedicato una parte significativa della sua attività pubblica ai diritti delle donne e alla lotta contro le diseguaglianze. Paladina dell’educazione di genere, aveva promosso un disegno di legge per contrastare gli stereotipi sessisti nelle scuole e nelle università. Raccontando l’esperienza in Senato, ricordava: “Quando il segretario faceva la chiama, io e Laura Boldrini ci confrontavamo molto. La cosa incredibile è che molti venivano da noi incuriositi a chiedere di cosa stessimo parlando: che due donne discutano di politica resta per alcuni ancora un’anomalia”.
Il cordoglio della politica – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato “il suo lungo impegno sindacale e politico, con costante attenzione ai traguardi di parità tra donna e uomo”, caratterizzato da “passione civile, capacità di dialogo e alto senso delle istituzioni”. “La notizia della morte di Valeria Fedeli colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Parole sentite anche dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein: “La scomparsa di Valeria Fedeli è un grande dolore e un’enorme perdita per tutta la comunità democratica. Nel corso della sua vita da politica, ministra dell’Istruzione, sindacalista e femminista ci ha dato un contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza. Si è battuta fino all’ultimo per l’eguaglianza, per la dignità del lavoro e per la piena parità di genere, per i principi costituzionali cui ha sempre ispirato sia la sua militanza politica che il suo significativo lavoro istituzionale”. L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni l’ha definita “una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo”. Cordoglio anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, da Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
La camera ardente – La camera ardente sarà allestita giovedì 15 gennaio in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, con ingresso dalla scalinata del Vignola. L’apertura al pubblico è prevista dalle ore 10 alle 18; alle ore 12.30 è in programma un momento di ricordo.

