La guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran si allarga e si frammenta su più scacchieri: dal Kuwait a Cipro, dal Libano al Golfo. Nelle ultime ore si sono moltiplicate segnalazioni di esplosioni, raid e allarmi, mentre sul piano politico arrivano annunci senza precedenti da Beirut, nuove rivendicazioni da Teheran e una raffica di dichiarazioni dalla Casa Bianca.
Kuwait: tre F-15 “abbattuti da fuoco amico” e allerta sull’ambasciata – Gli Stati Uniti riportano che tre F-15 sono stati “abbattuti in Kuwait da fuoco amico”. I sei piloti si sono eiettati e sono salvi. In Kuwait City è stata osservata una colonna di fumo levarsi dall’ambasciata statunitense, mentre l’ambasciata ha diffuso un avviso: “C’è una continua minaccia di attacchi missilistici e con droni sul Kuwait. Non venite in ambasciata. Riparatevi nella vostra residenza al piano più basso disponibile e lontano dalle finestre. Non uscite”. Il personale, si legge, “si sta riforgiando sul posto”.
Iran: bilancio di morti, esplosioni e ospedale evacuato – La Mezzaluna Rossa iraniana ha comunicato che sono 555 le persone morte in Iran dall’inizio degli attacchi israelo-americani di sabato scorso. Nelle ultime ore media statali hanno riferito di esplosioni a Teheran e nella vicina Karaj: l’agenzia Fars ha riportato “molteplici esplosioni” in alcune aree della capitale; Tasnim ha segnalato “diverse forti esplosioni” nei dintorni di Karaj. Non sono stati indicati dettagli su danni o vittime. Un ospedale nel nord di Teheran ha dovuto evacuare i pazienti, inclusi neonati, dopo essere stato gravemente danneggiato durante raid notturni: filmati dell’emittente statale Irib mostrano l’esterno del Gandhi Hospital danneggiato e detriti sulla strada.
Obiettivi e raid: aeroporto di Karmanshah e altre aree colpite – Secondo segnalazioni, le forze statunitensi e israeliane hanno colpito l’aeroporto internazionale di Karmanshah, nella parte occidentale dell’Iran. Video verificati da Al Jazeera mostrerebbero colonne di fumo dietro edifici vicino allo scalo. Esplosioni e bombardamenti vengono segnalati anche da altre aree, tra cui Sanandaj, Bashehr e località nel sud del Paese.
Missili e droni: rivendicazioni iraniane e boati in più capitali del Golfo – Il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (pasdaran) ha rivendicato una nuova ondata di missili contro Israele: tra gli obiettivi, nella dichiarazione citata dalla televisione di Stato, il complesso governativo a Tel Aviv e “centri militari e di sicurezza” a Haifa, con l’uso di missili balistici Kheibar (Khorramshahr-4). Un’ulteriore dichiarazione dei pasdaran, rilanciata da Tasnim, sostiene che l’ultimo attacco avrebbe preso di mira anche l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu e la sede del comandante dell’Aeronautica israeliana, affermando che la sopravvivenza di Netanyahu sarebbe “incerta” dopo l’attacco. La Cnn riferisce che forti esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. Sirene d’allarme sono risuonate anche in Bahrain, dove il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a “mantenere la calma e dirigersi verso il luogo sicuro più vicino” e dove una persona è morta in seguito agli attacchi iraniani.
Qatar: due droni su impianti energetici, nessuna vittima – Il ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che due droni hanno colpito impianti energetici a Ras Laffan e Mesaieed: un drone avrebbe preso di mira un serbatoio d’acqua appartenente a una centrale elettrica, l’altro un impianto energetico nella città industriale di Ras Laffan di proprietà della Qatar Energy. Non sono state segnalate vittime umane.
Libano: ordine di evacuazione su 52 località e bilanci delle vittime – L’esercito israeliano ha lanciato un ordine di evacuazione di massa riguardante 52 località del Libano. Il portavoce dell’Idf, citato da Haaretz online, ha diffuso un avviso “urgente” invitando i residenti di decine di villaggi nel sud a “evacuare immediatamente le loro case e allontanarsi dai villaggi di almeno 1.000 metri verso aree aperte”. “Chiunque si trovi vicino a elementi, strutture e mezzi di combattimento di Hezbollah, mette in pericolo la propria vita”, ha aggiunto. Una fonte medica citata da Reuters online riferisce di almeno dieci morti negli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut. Il ministero della Salute libanese ha reso noto che oltre 30 persone sono morte e quasi 150 sono rimaste ferite in un’ondata di attacchi israeliani contro diversi obiettivi in Libano: “Secondo i dati preliminari, ci sono 31 morti e 149 feriti a seguito di attacchi aerei israeliani”, ha comunicato il centro operativo di emergenze.
Beirut: l’annuncio sull’eliminazione di Hussein Makled – Le Forze armate israeliane hanno annunciato di aver eliminato Hussein Makled, capo del quartier generale dell’intelligence di Hezbollah, durante la notte a Beirut.
Il Libano cambia linea: stop ad attività militari di Hezbollah – Il governo libanese vieta ogni attività militare di Hezbollah: è la prima volta nella storia del Paese, secondo quanto riportato negli appunti.
Aoun: “Il Libano non può essere piattaforma per guerre che non lo riguardano” – Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato il lancio di razzi da parte di Hezbollah contro Israele, sostenendo che ciò compromette gli sforzi di Beirut per evitare di essere trascinata in un conflitto regionale: “Il lancio di missili dal territorio libanese va contro tutti gli sforzi e le iniziative intraprese dallo Stato libanese per mantenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione”, ha dichiarato in un comunicato, deplorando “l’insistenza nell’utilizzare ancora una volta il Libano come piattaforma per guerre che non lo riguardano”.
Israele: “Offensiva ampia, possibile anche un’invasione di terra” – Una fonte della sicurezza israeliana, citata da Al-Hadath e rilanciata dal Times of Israel, ha dichiarato che la nuova offensiva dell’Idf contro Hezbollah “sarà ampia e completa e potrebbe includere un’invasione di terra”, aggiungendo che non ci sarà “alcuna immunità per nessun politico o figura militare di Hezbollah, e nemmeno per i suoi sostenitori”.
Cipro: base di Akrotiri colpita, evacuazioni e droni intercettati – Le autorità di Cipro hanno confermato che la base della Royal Air Force britannica di Akrotiri è stata colpita da un drone con “danni limitati”, come riferito dal portavoce Konstantinos Letymbiotis. Il ministero della Difesa britannico ha parlato di un “presunto attacco con drone” contro la base, senza vittime. In un post su X, Letymbiotis ha aggiunto che due droni diretti verso le basi britanniche di Akrotiri sono stati intercettati. Secondo un post del ministro dell’Interno cipriota, a seguito di informazioni ricevute dalla Guardia Nazionale sono state impartite istruzioni per l’evacuazione del Comune di Akrotiri e dell’aeroporto di Paphos; inoltre, a titolo precauzionale, è stato chiesto agli abitanti di Timi di limitare gli spostamenti non necessari e restare in casa. I media britannici riferiscono che l’area della base sarebbe stata parzialmente evacuata, con l’uscita del personale non militare.
Grecia: due fregate e due F-16 verso Cipro – Il ministro della Difesa Nikos Dendias ha annunciato l’invio di due fregate e due caccia F-16 a Cipro “a seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro”, secondo quanto riportato dai media ellenici.
Aiea: “Situazione preoccupante”, ma nessun danno ai siti nucleari – Nelle ultime ore è intervenuta anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, parlando di “situazione preoccupante” ma di “nessun danno, per ora, ai siti nucleari”.
Vertici iraniani: pubblicati altri sette nomi di militari uccisi – L’Iran ha pubblicato i nomi di altri sette militari uccisi durante gli attacchi iniziati sabato: tra i nominativi indicati figurano due vice del Capo di Stato Maggiore delle forze armate, Saleh Assadi e Mohsen Darebaghi, e altre figure di vertice.
Trump: “tre ottime scelte” e una guerra da “4 o 5 settimane” – Il presidente statunitense Donald Trump, in una breve intervista al New York Times, ha sostenuto di avere “tre ottime scelte” di candidati a cui affidare la guida dell’Iran: “Non rivelerò ancora le mie scelte, prima finiamo il lavoro”. Nella stessa intervista, alla domanda su quanto a lungo Usa e Israele avrebbero potuto sostenere gli attacchi, ha risposto: “Beh, intendevamo 4 o 5 settimane. Non sarà difficile. Abbiamo enormi quantità di munizioni. Sapete, abbiamo munizioni immagazzinate in tutto il mondo, in diversi Paesi”.
La frase sui “candidati eliminati” – Sempre secondo quanto riportato negli appunti, Trump avrebbe detto: “L’attacco ha avuto un tale successo che ha eliminato la maggior parte dei candidati. Non sarà nessuno di quelli a cui avevamo pensato perché sono tutti morti”.
La morte di Khamenei: le parole di Trump e i media iraniani – Sulla morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, Trump ha dichiarato: “L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io”. Gli appunti riferiscono anche che la moglie di Khamenei, Mansoureh Khojasti Bagherzadeh, è morta a causa delle ferite riportate nell’attacco aereo lanciato sabato da Stati Uniti e Israele a Teheran; l’azione, secondo i media iraniani citati, avrebbe colpito la residenza mentre era in corso una riunione di alto livello e avrebbe ucciso anche la figlia, il nipote, la nuora e il genero.
Von der Leyen: “De-escalation” e condanna degli attacchi iraniani – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare sodo per la de-escalation ed evitare l’allargamento del conflitto nella regione”. Ha definito “preoccupanti” gli ultimi sviluppi, citando gli attacchi alla base britannica a Cipro e a una raffineria in Arabia Saudita, e ha aggiunto: “Solo una soluzione diplomatica potrà essere duratura”, indicando condizioni come una transizione credibile per l’Iran, la sospensione definitiva dei programmi nucleari e balistici e la fine delle attività destabilizzanti nella regione. Von der Leyen ha anche “condannato con la massima fermezza questi attacchi sconsiderati e indiscriminati da parte dell’Iran e dei suoi proxy contro territori sovrani nella regione”, annunciando che la situazione sarà discussa nel Collegio di sicurezza della Commissione europea.
Spagna: Albares critica “azione unilaterale” e chiarisce sulle basi – Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, in un’intervista a Telecinco, ha affermato che l’operazione contro l’Iran “non riguarda la democrazia, ma altre cose”. “Vogliamo democrazia, libertà e diritti fondamentali per gli iraniani, ma voglio anche essere molto chiaro: questa operazione militare non riguarda la democrazia in Iran, riguarda altre cose”, ha detto, criticando “l’azione unilaterale” di Stati Uniti e Israele e gli “attacchi ingiustificati” dell’Iran contro i Paesi della regione. Albares ha inoltre ribadito: “Voglio essere molto chiaro e molto categorico: le basi non vengono utilizzate e non saranno utilizzate per nulla che non rientri nell’accordo e per nulla che non sia in linea con la Carta delle Nazioni Unite”, riferendosi alle basi di Rota e Morón.
Francia: “pronta a partecipare” alla difesa dei Paesi del Golfo – Da Parigi, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha dichiarato che la Francia è “pronta a partecipare” alla difesa dei Paesi del Golfo, annunciando “sostegno intero e piena solidarietà” ai Paesi “amici” che sarebbero stati bersaglio deliberato di missili e droni delle Guardie della Rivoluzione. Barrot ha definito “deplorabile” che l’uccisione di Khamenei sia avvenuta con un’operazione decisa senza passare per le Nazioni Unite, e ha sottolineato la “responsabilità schiacciante” di Teheran, aggiungendo: “L’escalation militare deve cessare”.
Teheran: Larijani su X, “non negozieremo” – Il capo della sicurezza Ali Larijani ha scritto su X che l’Iran “non negozierà” con gli Stati Uniti. La dichiarazione arriva dopo che, secondo quanto riportato negli appunti, il Wall Street Journal aveva affermato che Larijani avrebbe tentato un contatto tramite mediatori omaniti dopo l’uccisione di Khamenei.
Usa: l’operazione Epic Fury e l’avviso su “ulteriori perdite” – Il capo di Stato maggiore congiunto delle forze armate Usa, generale Dan Caine, in conferenza stampa a Washington con il segretario alla Guerra Pete Hegseth, ha dichiarato che l’operazione contro l’Iran è “solo all’inizio” e che gli Stati Uniti si aspettano ulteriori perdite dopo quattro militari uccisi nei primi tre giorni di guerra: “Il lavoro è solo all’inizio e proseguirà. Ci aspettiamo ulteriori perdite”. Caine ha precisato che il via libera finale di Trump al Comando centrale è arrivato venerdì 27 febbraio alle ore 15.38, con un messaggio: “L’operazione Epic Fury è approvata. Nessun annullamento. Buona fortuna. Chiudo”.
Giappone: valutazioni per l’evacuazione e timori su Hormuz – Il governo giapponese valuta l’evacuazione dei connazionali residenti in Israele dopo gli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Secondo fonti governative citate dall’Agenzia Kyodo, già dalla giornata odierna potrebbero partire trasferimenti in Giordania tramite bus. In Iran, dove vivono circa 200 giapponesi, un’evacuazione organizzata viene indicata come difficile per la chiusura degli scali aerei e i rischi sulle vie terrestri. Tokyo segue anche la situazione nello Stretto di Hormuz, rotta energetica cruciale per il Paese, dopo ritorsioni iraniane contro altri Stati del Golfo.
Italia: Tajani in Parlamento e volo speciale per studenti – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in audizione nelle commissioni di Camera e Senato, ha detto che la crisi “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo”. Tajani ha aggiunto: “Il Governo italiano continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato. Continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile”. Ha inoltre annunciato: “Vorrei condividere alcune buone notizie. Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese”.
Maldive: circa 200 italiani bloccati a Malé, la testimonianza – La chiusura dello scalo di Malé, nelle Maldive, ha impedito a centinaia di italiani in vacanza di rientrare. Giuseppe Piras ha raccontato all’Agenzia Nova: “Qui siamo quasi 200 italiani. Ci sentiamo abbandonati. Io sto anche per terminare le scorte di un farmaco che mi è necessario per il diabete e, se non dovessi rientrare in tempo, non so come fare”. E ancora: “Sarei dovuto rientrare ieri (1 marzo, ndr), ma qui non parte alcun volo”. “Siamo tutti molto provati, c’è chi piange in continuazione. È una situazione pesante”. “Dal punto di vista della sicurezza siamo tranquilli, ma il problema è che nessuno sa dirci cosa dobbiamo fare e che ne sarà di noi”.
Pakistan: 22 morti nelle proteste dopo la morte di Khamenei – Sale a 22 il bilancio delle persone morte durante proteste in Pakistan per la morte di Khamenei, secondo quanto riportato negli appunti, con tafferugli in diverse città in Paesi vicini con forte presenza musulmana e sciita, in particolare in Pakistan, Iraq e nel Kashmir indiano.

