Una serie di mail al vetriolo, post sui social, divieti violati e infine l’arresto. È il punto di arrivo di una vicenda che intreccia due storie diventate simboliche, per ragioni opposte, e che oggi si confrontano nelle aule di giustizia. Da un lato Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’istituto “Morano” del Parco Verde di Caivano, volto del riscatto educativo in una delle periferie più difficili della Campania, al punto da aver ispirato la fiction Rai La Preside, interpretata da Luisa Ranieri, in onda proprio in questi giorni. Dall’altro Giuseppina Giugliano, collaboratrice scolastica finita al centro dell’attenzione mediatica nel 2023 per il racconto dei suoi presunti viaggi quotidiani da Napoli a Milano per lavorare al liceo “Boccioni”, impossibilitata – sosteneva – a sostenere i costi di una sistemazione stabile nel capoluogo lombardo. Una storia che aveva suscitato solidarietà e indignazione, salvo poi incrinarsi quando emersero diverse incongruenze rispetto alla ricostruzione iniziale.
L’incrocio a Caivano e il licenziamento – Dopo il clamore mediatico, Giugliano ottiene dal ministero un’assegnazione provvisoria più vicina a casa. La destinazione è proprio Caivano, nello stesso istituto guidato da Carfora. Qui le due vicende, fino a quel momento parallele, si incontrano. Pochi mesi dopo l’inizio dell’incarico, nel novembre 2023, alla collaboratrice vengono contestate diverse assenze ingiustificate. La dirigente segnala la situazione secondo le procedure previste e per Giugliano scatta il licenziamento. La donna sostiene di aver trasmesso un certificato medico, mai pervenuto alla scuola, e parla di ingiustizia, ma i ricorsi non modificano l’esito del provvedimento.
Dalle carte amministrative allo stalking – La vicenda, però, esce rapidamente dall’ambito amministrativo. Dopo il licenziamento, Giugliano avvia un flusso continuo di comunicazioni: centinaia di mail, messaggi e post sui social rivolti alla dirigente scolastica. Un comportamento ritenuto persecutorio dalla preside, che presenta denuncia per stalking. Il giudice dispone un’ordinanza restrittiva con il divieto di avvicinarsi ai comuni di Caivano e San Felice a Cancello e il divieto assoluto di comunicare con qualsiasi mezzo, anche telematico.
Le violazioni e l’arresto – Secondo l’accusa, quelle prescrizioni vengono violate più volte. La documentazione finisce all’attenzione della Procura di Napoli Nord e la misura cautelare si aggrava. Nell’ottobre scorso scatta l’arresto: Giugliano, inizialmente ai domiciliari, viene trasferita nel carcere di Secondigliano proprio per le reiterate violazioni del divieto di comunicazione via social. Resta in cella poco meno di due mesi, prima che il Tribunale del Riesame disponga la scarcerazione. Attualmente si trova nuovamente agli arresti domiciliari.
Il processo penale e quello civile – Difesa dall’avvocato Corrado Coppola, del foro di Nola, Giugliano sta affrontando il processo di primo grado per stalking, con la prossima udienza fissata per il 23 febbraio. Parallelamente è coinvolta in un procedimento civile, giunto al secondo grado di giudizio, relativo al licenziamento per assenza prolungata, nel quale è assistita dall’avvocato Veronica Ascolese.

