Milano, tram deraglia e si schianta contro palazzo: 2 morti, decine di feriti. Conducente: “Ho avuto malore”

di Redazione

Milano – Il convoglio esce dai binari, attraversa la carreggiata e termina la sua corsa contro la vetrina di un negozio. In viale Vittorio Veneto, all’angolo con via Lazzaretto, il pomeriggio di venerdì 27 febbraio si trasforma in un bollettino pesantissimo: due vittime e 39 feriti, alcuni in condizioni serie, dopo il deragliamento della linea 9.

Il tram, proveniente da piazza della Repubblica e diretto verso Porta Venezia, è uscito dalla linea ferrata poco dopo le ore 16 mentre affrontava la curva. Secondo le prime ricostruzioni, procedeva a velocità sostenuta. Dopo aver abbandonato i binari, ha invaso la carreggiata automobilistica, urtato un albero – che avrebbe attenuato in parte l’impatto – e si è schiantato contro un edificio. A bordo c’erano numerosi passeggeri. L’urto li ha scaraventati a terra; alcuni sono rimasti incastrati tra le lamiere. Il bilancio provvisorio parla di un ferito grave, sei in codice giallo e 32 in codice verde. Molti sono stati trasportati negli ospedali cittadini.

Le vittime – A perdere la vita sono stati Ferdinando Favia, 59 anni, milanese residente a Voghera, e Abdou Karim Touré, 58 anni, cittadino senegalese senza fissa dimora. In un primo momento si era ipotizzato che una delle vittime fosse un pedone investito, ma gli accertamenti hanno chiarito che entrambi erano passeggeri del mezzo, sbalzati fuori dall’abitacolo nell’impatto contro il palazzo.

Favia, imprenditore nato a Milano e titolare di un’impresa individuale di marketing e campagne pubblicitarie con sede a Vigevano, era seduto in fondo al tram accanto alla compagna. Il suo quadro clinico è apparso subito disperato: estratto da sotto il mezzo, è deceduto. La donna, ricoverata in codice rosso al Fatebenefratelli, si trova nel reparto di Rianimazione. Aveva 59 anni e ne avrebbe compiuti 60 a novembre; in passato si era occupato anche di intermediazione per il commercio all’ingrosso.

Touré è stato trovato non lontano da Favia. Inizialmente cosciente, ha parlato con i sanitari del 118 prima che sopraggiungesse un arresto cardiaco. Trasportato d’urgenza al Niguarda, è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale. È stato identificato grazie ad alcune tessere che aveva con sé, tra cui quella delle docce pubbliche di piazza XXV Aprile. Nelle prossime ore saranno eseguite le autopsie.

I soccorsi – Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118, i vigili del fuoco e la polizia locale. Dalla sede centrale di via Messina sono stati inviati cinque mezzi per un totale di 25 uomini. I pompieri hanno lavorato a lungo per liberare una persona rimasta incastrata tra le lamiere. L’area è stata isolata per consentire i rilievi e le operazioni di soccorso.

Non sarebbero in pericolo di vita i tre feriti più gravi, ricoverati al Policlinico. Due si trovano in neurorianimazione in condizioni stabili, mentre una giovane di 24 anni è ancora al pronto soccorso. Il sindaco Giuseppe Sala si è recato in ospedale per far visita ai feriti. “Con la sua visita, il sindaco ha voluto manifestare la vicinanza propria e della città di Milano ai due feriti e alle loro famiglie, in un momento così delicato. Allo staff medico, ai sanitari e a tutti i soccorritori che si sono adoperati immediatamente per prestare aiuto alle vittime di questo tragico incidente va il ringraziamento del sindaco e del Comune di Milano”, si legge in una nota.

Le testimonianze – I passeggeri raccontano la sequenza di pochi, drammatici secondi. “Ho pensato al terremoto. Ero seduto e sono finito per terra, insieme agli altri passeggeri. È stato terribile”. Un altro riferisce: “Abbiamo sentito qualcosa sotto, poi il tram è deragliato e siamo stati tutti sballottati”. E ancora: “Il tram ha virato, ha preso una certa velocità e ha colpito un edificio”.

L’indagine – Sul luogo dello schianto si sono recati il procuratore Marcello Viola e la pm Elisa Calanducci, che coordinano l’inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose. Il conducente, dipendente di Atm da 34 anni, è stato trasportato in ospedale in codice verde per accertamenti. “Mi sono sentito male, ho avuto un malore”, avrebbe detto ai colleghi intervenuti sul posto. La sua versione è ora al vaglio degli inquirenti; il suo cellulare è stato sequestrato come elemento ritenuto utile alla ricostruzione dei fatti.

Il tram, entrato in servizio da poche settimane, percorre la linea 9 da Porta Genova alla stazione Centrale. Gli accertamenti dovranno chiarire se si sia trattato di un problema allo scambio – in quel punto i binari si incrociano – oppure di altre cause. Secondo il tracciato previsto, il convoglio non avrebbe dovuto curvare a sinistra ma proseguire dritto lungo il viale.

La Procura è pronta a nominare un consulente tecnico per le analisi cinematiche. Saranno esaminate le immagini delle telecamere della zona e quelle interne del mezzo, posto sotto sequestro. Le cause del deragliamento restano al momento da accertare. IN ALTO IL VIDEO

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