Groenlandia o Nato, Trump apre a una scelta: tensioni e pressing sugli alleati

di Redazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mette sul tavolo una possibile alternativa che scuote gli equilibri euro-atlantici: la Groenlandia o la tenuta della Nato. Lo ha detto in un’intervista al New York Times, pubblicata integralmente sul sito del quotidiano, rivendicando l’interesse nazionale americano sull’isola artica alla luce delle “minacce” di Russia e Cina.

Alla domanda se sarebbe disposto a scegliere, Trump è stato esplicito: “Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”. E ha aggiunto: “La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi”. Un passaggio accompagnato da un messaggio agli alleati: “L’Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino”. Nelle stesse ore, il presidente è tornato sul tema con un post su Truth, rivendicando il proprio ruolo: “Sono io quello che ha salvato la Nato!!!”.

La posizione dell’Alleanza – Da Zagabria, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ribadito che l’Alleanza sta lavorando per rafforzare la sicurezza nell’Artico: “Attualmente stiamo lavorando sui prossimi passi da fare per garantire che effettivamente proteggiamo collettivamente ciò che è in gioco”. Rutte ha inoltre difeso l’azione di Trump, sostenendo che il presidente americano “sta facendo ciò che è giusto per la Nato”, spingendo gli alleati ad aumentare la spesa per la difesa fino a livelli comparabili a quelli degli Stati Uniti. E ha escluso fratture interne: “Non c’è assolutamente” una crisi nell’Alleanza.

Vertice Usa-Danimarca sulla Groenlandia – Sul fronte diplomatico, i media americani riferiscono di un incontro, previsto per mercoledì, tra funzionari dell’amministrazione Trump e la controparte danese per discutere della Groenlandia. Secondo Cbs News, la riunione segue la conferma arrivata da Copenaghen: il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen vedrà il segretario di Stato Marco Rubio. Rubio, intervenendo la scorsa settimana al Congresso, ha detto che Trump è interessato ad acquistare l’isola artica – territorio autonomo danese – e che sono allo studio diverse opzioni per l’acquisizione, considerate strategiche per la sicurezza nazionale americana, senza escludere il ricorso alla forza militare. “Se noi non prendiamo la Groenlandia, la Russia o la Cina la prenderanno e questo non possiamo permetterlo”, ha scandito Trump alla Casa Bianca, aggiungendo: “Vorrei fare un accordo con loro, è più facile, ma in un modo o in un altro avremo la Groenlandia, se non lo faremo con le buone lo faremo con le cattive”.

La risposta europea – Netta la posizione di Bruxelles. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ricordato che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” e che “spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano. Nulla su di loro senza di loro”. Von der Leyen ha sottolineato l’importanza cruciale della sicurezza artica, definendola “un tema per la Nato”, e ha rivendicato il rafforzamento del partenariato dell’Unione con Nuuk: nella proposta di bilancio 2028-2034 i finanziamenti sono stati raddoppiati, fino a circa 530 milioni di euro, “a dimostrazione dell’impegno e dell’importanza strategica dell’Artico”.

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