Gricignano (Caserta) – Una triste notizia che ha cambiato il tono della giornata di Capodanno a Gricignano. Si è spento Carlo Fasano, aveva 92 anni. Un uomo davvero d’altri tempi, che ha attraversato diverse generazioni, al punto da diventare “memoria vivente” della comunità.
Accanto a lui, per una vita intera, la moglie Nicolina Di Foggia, con cui nel 2021 aveva festeggiato le nozze di diamante: 64 anni di matrimonio che, al giorno d’oggi, rappresentano una storia rara e luminosa. Carlo lascia i figli Giuseppe, Nicola e Tommaso, e una famiglia numerosa che oggi raccoglie l’abbraccio dell’intera comunità. I funerali saranno celebrati oggi, 1 gennaio, alle ore 16, nella chiesa della Madonna del Rosario.
Carlo era “gricignanese” nel senso più pieno e vero dell’espressione. Lo incontravi e capivi subito che aveva quella dote, sempre più rara, di saper stare tra le persone senza distanza ma con educazione e rispetto. E questo, a Gricignano, lo sanno tutti: perché lui, di fatto, li conosceva tutti. E non é un modo di dire: lui aveva nella mente la mappa delle famiglie, parentele, discendenze. Un archivio umano, preciso e appassionato. Se c’era un cognome da collocare, una parentela da chiarire, un ramo familiare da ricostruire, Carlo metteva insieme i pezzi e creava storie di comunità. E io quella capacità l’ho vista all’opera nel 2002. Ero poco più che ventenne e collaboravo come addetto stampa della prima amministrazione del sindaco Andrea Lettieri. In quel periodo, insieme al generale Domenico Cagnazzo, mi trovai a organizzare la cerimonia di inaugurazione del monumento ai Caduti in piazza. Sarebbero stati premiati i familiari più prossimi dei Caduti di tutte le guerre di Gricignano, i cui nomi sono incisi alla base del monumento. Rintracciare tutti i parenti sembrava quasi impossibile. Fu allora che entrò in scena la sua “consulenza anagrafica”: Carlo mi aiutò a trovarli uno per uno, con una precisione e una disponibilità che ancora oggi ricordo con gratitudine. Quel lavoro rese possibile un evento memorabile, e per questo ricevette anche un riconoscimento del Comune.
Quando passavo per la piazza lo sentivo esclamare “Pacilio”, dal cognome di mio nonno materno. Era il suo modo per farti ricordare: “Ti conosco, so chi sei e da dove vieni”. E ogni volta mi “costringeva”, nel senso più bello del termine, a fermarmi: a cambiare strada, ad avvicinarmi, a salutarlo. Perché con lui non era mai un saluto di passaggio: c’era sempre un sorriso, una battuta, una parola buona che ti donavano un po’ di leggerezza. Con la scomparsa di Carlo Fasano, Gricignano perde una una memoria gentile che sapeva tenere insieme le persone, anche quelle che non erano più tra noi, come una sola grande famiglia. Buon viaggio Signor Fasano!

