Giugliano, svolta dopo nove anni nell’omicidio di Michele Lorenzetti: arrestato un 52enne

di Redazione

Giugliano (Napoli) – Per quasi un decennio quell’omicidio era rimasto sospeso tra piste investigative, sospetti e silenzi. Ora, a distanza di nove anni dai colpi di pistola esplosi nel parcheggio di un albergo di via Licola Mare, arriva quella che gli investigatori ritengono una svolta decisiva nel delitto di Michele Lorenzetti, il 50enne originario del quartiere Soccavo di Napoli, assassinato nell’aprile del 2017.

Alle prime luci di venerdì 8 maggio i carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato un uomo di 52 anni, ritenuto gravemente indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione, porto abusivo di arma e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura diretta da Domenico Airoma.

L’agguato del 2017 – Lorenzetti venne raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco nei pressi del “Complesso delle Rose”, noto albergo situato in via Licola Mare, sul territorio di Giugliano. Un’esecuzione che, nell’immediatezza dei fatti, fece ipotizzare anche possibili collegamenti con ambienti della criminalità organizzata. Le indagini avviate dai militari dell’Arma portarono fin da subito all’acquisizione di numerosi elementi investigativi attraverso rilievi tecnici, immagini dei sistemi di videosorveglianza, escussione di persone informate sui fatti e attività di intercettazione. Nonostante ciò, per lungo tempo non sarebbero emersi elementi ritenuti sufficienti per attribuire con certezza la responsabilità del delitto.

La riapertura dell’inchiesta – Tra dicembre 2025 e febbraio 2026 l’attività investigativa ha però ricevuto un nuovo impulso. Secondo quanto emerso, una testimonianza ritenuta decisiva avrebbe consentito agli investigatori di consolidare il quadro indiziario nei confronti del 52enne arrestato. I carabinieri della compagnia di Giugliano, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno così raccolto ulteriori elementi che hanno portato all’emissione della misura cautelare in carcere.

Il movente – Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato avrebbe contratto un debito con la vittima, che gli avrebbe prestato una ingente somma di denaro a titolo usuraio per consentirgli l’acquisto di una partita di sostanze stupefacenti. La droga, però, sarebbe stata successivamente sequestrata dalle forze dell’ordine, impedendo al 52enne di restituire il denaro. Da qui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la decisione di eliminare il creditore. L’uomo avrebbe attirato Lorenzetti nel parcheggio dell’albergo di Giugliano, dove il 50enne venne ucciso con diversi colpi di pistola.

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