Trentola Ducenta (Caserta) – Mancano poco più di venti giorni alla tornata elettorale. Il clima politico gradualmente si arroventa e le piazze sembrano dilatarsi per accogliere i cittadini: già partigiani o ancora neutri, poco importa perché Ducenta ha risposto, nonostante il forte e fastidioso vento, giovedì 30 aprile per il comizio pubblico del candidato alla fascia tricolore, Michele Griffo. L’incontro è avvenuto in piazza Padre Paolo Manna. Questa volta, ogni lista è stata introdotta dall’intervento di un candidato consigliere che, superando, letteralmente, i venti avversi, si è presentato, presentando a sua volta la lista tutta.
Perfetto e il “riscatto” sul caso Jambo – Tra i contributi più densi e acclamati quello dell’architetto Luigi Perfetto (lista “Futura”) che immediatamente ha tirato il freno a mano sulla parola più sventolata in questa campagna elettorale: “Riscatto”. Quando utilizzata nuda, cioè casualmente e non causalmente, si svuota. Così i riscatti, per l’architetto Perfetto, sono due: il primo è quello apparente, ossia ciò da cui, a suo parere, Trentola Ducenta non avrebbe mai dovuto riscattarsi: “Ricordatevi che, durante una manifestazione al centro commerciale Jambo, è stato detto che quella struttura veniva finalmente sottratta alla criminalità”. (…) ciò significa che i proprietari erano dei ‘malviventi’. E invece, i proprietari del Jambo sono delle persone oneste. E soprattutto dei lavoratori”, facendo riferimento alle recenti sentenze giudiziarie. Il secondo riscatto, invece, è quello reale perché, secondo Perfetto, Trentola Ducenta, ad oggi, è “l’ultimo paese della cinta muraria agro aversano in termini di servizi e soddisfazione dei cittadini”. Ciò detto, si intesta la prima battaglia: l’isola ecologica.
“Scienziati? Due bagni per 20mila euro” – Intervento d’effetto, poi, per Roberto Abbamundo (lista “Insieme per la città”), salito sul palco per rispondere all’ingegner Gabriele Costanzo, attuale assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica e candidato consigliere nella lista “La città che cresce” a sostegno di Apicella. L’assessore, infatti, durante il comizio di apertura per Apicella, il 29 aprile scorso, in piazza Giovanni Paolo II, si intestò l’appellativo di “scienziato”. A tal riguardo, Abamundo ha replicato a tono dalla gemella piazza ducentese: “Consentitemi una battuta prima che inizi a presentarvi alcuni punti della nostra campagna elettorale: durante il comizio di apertura dei nostri competitor, c’è stato un assessore che ci ha ricordato che al Comune c’erano ‘scienziati’. Bene: io non avevo dubbi – a differenza del candidato sindaco Griffo – perché in passato due bagni sono stati pagati 20mila euro, e solo degli scienziati potevano fare una cosa del genere!”.
De Marco: “Griffo è l’alternativa migliore” – A seguire, la parola all’avvocato Pasquale Davide De Marco, già capogruppo in quota apicelliana, poi approdato tra le fila dell’opposizione durante il mandato, che oggi esprime il suo sostegno morale a Griffo da non candidato. Lo ha fatto chiarendo la propria posizione all’interno – e, in modo speculare, all’esterno – dell’Assise Comunale. Correva l’anno 2022 quando la decisione di astenersi dalla votazione del conto consuntivo durante la seduta del 19 maggio determinò la sua uscita di fatto dalla maggioranza, di cui era capogruppo. Ne seguì la costituzione, da parte di tutti gli altri esponenti della maggioranza, di un nuovo gruppo consiliare (link qui). Questo antecedente costituisce la chiave di lettura dell’intervento in piazza Padre Paolo Manna: “Sono un consigliere comunale e tra qualche giorno – ha detto De Marco – terminerà la mia esperienza all’interno di questa Amministrazione che mi vedeva inizialmente in maggioranza; poi, tutti sapranno, ovviamente, che ho deciso di abbandonare la maggioranza per passare alle fila della compagine di opposizione della consiliatura Apicella. Non voglio scendere in polemiche perché non voglio dire ciò che andava fatto ed andava fatto meglio; certo è che questa Amministrazione ha avuto l’occasione di dimostrare le proprie capacità ma, di fatto, ciò non è avvenuto e ciò è sotto agli occhi di tutti. Ora c’è l’alternativa: quella che vi offre la possibilità di eleggere Michele Griffo sindaco e c’è poco da dire perché, lui, negli anni è stato testimone di garanzia. E chi è del territorio, lo sa, perché tutti i successi sono stati suoi negli anni. (…) Interrompere questa Amministrazione non significa non dare continuità ad un progetto ma l’interruzione consentirà l’adotto di soluzioni più efficienti che, dunque, giungono al prodotto”.
L’intervento di Ciocia – E’ stato quindi il turno del professor Michele Ciocia – attuale consigliere di opposizione e sostenitore morale di Griffo alla fascia tricolore – che ha premuto l’acceleratore sulla situazione finanziaria di Trentola Ducenta della quale ha discusso Apicella nella presentazione delle sue liste giovedì 29 aprile in piazza Giovanni Paolo II. Sul punto, Apicella aveva detto: “Nel 2020, quando ci siamo insediati alla guida del Comune, abbiamo ereditato – e lo dico a chiare lettere – una situazione finanziaria disastrosa. A seguito di una ricognizione dei residui e delle questioni di bilancio, avevamo due strade a disposizione: dichiarare il dissesto finanziario, che sarebbe stato una sciagura per la città sebbene per noi sarebbe stata la scelta più facile e più comoda perché avremo detto “Signori miei, la situazione è questa e noi dichiariamo dissesto”; e la seconda scelta, quella che invece con coraggio, questo sindaco e questa Amministrazione ha deciso di intraprendere. La strada più tortuosa, ovvero quella di provare, con un piano pluriennale finanziario, a riportare il paese in acque finanziarie sicure!”.
“Tutte bugie sulla situazione finanziaria” – Alla luce di queste dichiarazioni di Apicella, Ciocia ha osservato: “Il sindaco ha detto che, con grande coraggio, non ha dichiarato il dissesto finanziario, avendo trovato una situazione finanziaria disastrosa. Queste battute, in una piazza pubblica piena di cittadini che giustamente ignorano le vicende strettamente amministrative, fanno effetto: ma è una bugia. Non c’è mai stata da parte della Corte dei conti la richiesta di dissesto finanziario perché quando ci siamo insediati, il primo consultivo che abbiamo approvato – consuntivo 2020 approvato nel 2021 – non era di questa amministrazione ma del commissario prefettizio Andrea Cantadori. Ma non è nemmeno vero che ci fosse, poi, questo disastro finanziario e la riprova è che la Corte dei Conti, nell’aprile 2021, ha solo sollecitato l’amministrazione di fare degli aggiusti. Non ne è ha dichiarato il pre-dissesto”.
“I 12-13 milioni di debito sono i vostri” – Rincarando la dose, Ciocia ha rintracciato quelli che ritiene i colpevoli della situazione finanziaria dell’ente: “È dall’attività dell’attuale Amministrazione che è scaturito il disastro finanziario. Al bilancio consuntivo 2023 ci siamo arrivati con un disavanzo tecnico di oltre 12/13 milioni che adesso si vuole sistemare con il piano pluriennale finanziario che tutti noi pagheremo per 20 anni! E nonostante vi sia questo grosso debito finanziario, si spende e si spande!”.
“Puc: le risate della Corte dei Conti” – In merito al Puc, poi, Ciocia ha incalzato: “Noi ossessionati? Qui l’unica ossessione la ha chi ha interesse; chi non ha interesse non è ossessionato. (…) Stamattina ho ufficialmente ritirato i pareri degli enti sovraordinati all’esame del Puc: e cioè la Provincia, il Ministero dei Beni Culturali: ci sono dieci pagine in cui si dice “Non hai fatto questo e lo devi fare”. Ed io vorrei sapere come si fa a rispondere a tutte quelle prescrizioni provinciali e regionali e a fare il Consiglio Comunale che oggi siamo al 30 di aprile? Eccola la vera ossessione! Se si permettono di portare in Consiglio comunale un Puc contrario ai pareri di Provincia e Regione, commettono una illegittimità perché (…) le risate della Corte dei Conti sul Puc sono arrivate fino al Maschio Angioino!”. IN ALTO IL VIDEO

