Orta di Atella (Caserta) – Un atto politico e amministrativo che apre uno scenario delicato per gli equilibri istituzionali del Comune. Il sindaco Antonio Santillo ha formalmente presentato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Pio Massaro, chiedendone la revoca per presunte gravi violazioni e comportamenti ritenuti pregiudizievoli per l’ente.
Le contestazioni – Alla base della mozione, articolata in undici pagine, una lunga serie di addebiti che, secondo il primo cittadino, configurerebbero una “reiterata violazione di legge, Statuto e regolamenti”. Tra i punti principali viene evidenziata la mancata convocazione della Commissione di vigilanza e garanzia per oltre un anno, nonostante le dimissioni della presidente e le richieste formali dell’opposizione. Una situazione che, secondo quanto riportato nell’atto, avrebbe di fatto paralizzato un organo ritenuto centrale per l’equilibrio democratico dell’ente.
Bilanci e organi di controllo – Nel documento si sottolineano, inoltre, ritardi nelle convocazioni del Consiglio comunale su atti finanziari fondamentali, come le variazioni di bilancio e l’approvazione del bilancio di previsione. Viene contestata anche la mancata nomina del Collegio dei revisori dei conti nei tempi previsti, con il Comune rimasto per mesi privo dell’organo di controllo contabile, in un contesto già aggravato dal dissesto finanziario dichiarato nel 2023.
Il caso del Consiglio del 28 aprile – Tra gli episodi più rilevanti citati nella mozione figura la seduta del 28 aprile scorso, non svoltasi per l’assenza del presidente del Consiglio. Assenza comunicata poche ore prima tramite documentazione ritenuta “di dubbia autenticità” che avrebbe impedito la costituzione dell’Assise, anche per la mancata nomina del vicepresidente, rendendo impossibile affrontare punti cruciali come il bilancio.
Rischio commissariamento – Il quadro delineato dal sindaco evidenzia come tali condotte avrebbero esposto il Comune al rischio concreto di commissariamento prefettizio per la mancata approvazione del bilancio nei termini stabiliti. Un elemento che pesa in modo significativo nella richiesta di sfiducia, insieme alla presunta inerzia nella gestione delle funzioni consiliari.
La procedura – Con la presentazione dell’atto, il Consiglio comunale dovrà essere convocato entro 15 giorni per discutere e votare la mozione. La decisione sulla revoca del presidente richiederà il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri, con scrutinio segreto.

