Turchia, sparatoria in scuola media: 4 morti e venti feriti. E’ il secondo caso in due giorni

di Redazione

Nuovo episodio di violenza nelle scuole turche. Una sparatoria si è verificata a Kahramanmaras, nella scuola media Ayser Çalik, nel sud-est della Turchia, causando la morte di quattro persone, tra cui l’assalitore, e il ferimento di circa venti individui. Le autorità hanno immediatamente dispiegato sul posto polizia e ambulanze, mentre l’istituto è stato evacuato per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza.

La dinamica – Secondo quanto riferito dai media locali e dall’emittente Ntv, l’attacco è avvenuto intorno alle ore 13.30. L’aggressore, identificato come uno studente della scuola, avrebbe inizialmente sparato in aria nel cortile per poi entrare nell’edificio e aprire il fuoco in due aule. Una ricostruzione fornita dal giornalista di Cnn Türk, Burak Emek, indica che l’azione si sarebbe sviluppata in più fasi, generando il panico tra studenti e personale scolastico.

Il bilancio e le autorità – Il governatore della provincia di Kahramanmaras, Mükerrem Ünlüer, ha confermato la presenza di vittime e feriti, precisando che tra i deceduti figura anche lo stesso assalitore. Secondo le prime informazioni, il giovane avrebbe utilizzato pistole appartenenti al padre, agente di polizia. Fonti citate da Ntv, tra cui la giornalista Elif Aysenur Isledici, riferiscono che il responsabile sarebbe stato bloccato da un insegnante o dal preside prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Sul luogo dell’attacco è giunto anche il ministro dell’Istruzione Yusuf Tekin.

La seconda sparatoria in due giorni – L’episodio segue di appena ventiquattro ore un’altra sparatoria avvenuta nella vicina provincia di Sanliurfa. In quel caso, un ex studente di 17 anni aveva aperto il fuoco in un liceo ferendo sedici persone, per poi togliersi la vita. Secondo quanto dichiarato dal governatore Hasan Sildak, il giovane non aveva precedenti penali e aveva minacciato l’attacco sui social media prima di entrare in azione. L’istituto era stato considerato sicuro e non era presidiato da un agente di polizia a tempo pieno; le autorità hanno comunque annunciato l’avvio di un’indagine approfondita sull’accaduto.

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