La guerra tra Iran e Stati Uniti, con il coinvolgimento di Israele, sembra avviarsi verso una possibile conclusione, almeno secondo quanto riferisce il presidente americano Donald Trump che ha parlato di conflitto “quasi finito” e “molto vicino alla fine”, mentre proseguono intensi sforzi diplomatici per consolidare la fragile tregua e rilanciare i negoziati sul programma nucleare iraniano.
Trattative tra Iran, Usa e Israele – I mediatori internazionali stanno lavorando alla proroga del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, con l’obiettivo di favorire un maggiore impegno diplomatico. Secondo funzionari regionali citati dall’Associated Press, sarebbe stato raggiunto un “accordo di principio” per estendere la tregua. Il vicepresidente JD Vance ha ribadito che l’Iran “non deve avere il nucleare”, mentre il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha sottolineato la necessità di “misure molto dettagliate” per verificare le attività nucleari iraniane. Secondo l’Aiea, Teheran dispone di circa 440,9 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, una quantità che potrebbe consentire la costruzione di fino a dieci ordigni nucleari. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso apertura a un “dialogo costruttivo”, pur ribadendo che il Paese non accetterà imposizioni o tentativi di “sottomissione”.
Blocco dello Stretto di Hormuz – L’esercito statunitense ha dichiarato di aver completato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, costringendo otto petroliere legate all’Iran a invertire la rotta, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il Pentagono, inoltre, si prepara a rafforzare la presenza militare nella regione con l’invio di circa 10.000 soldati, tra cui unità a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e del Boxer Amphibious Ready Group. Teheran ha reagito duramente: il generale Ali Abdollahi ha minacciato il blocco delle esportazioni di petrolio nel Golfo Persico e nel mare dell’Oman e ha avvertito che il protrarsi delle operazioni statunitensi potrebbe portare alla rottura del cessate il fuoco e persino al blocco del Mar Rosso. L’Iran ha inoltre chiesto risarcimenti per i danni di guerra, stimati in circa 270 miliardi di dollari, coinvolgendo cinque Paesi della regione accusati di aver facilitato gli attacchi.
Israele e il fronte libanese – Sul piano regionale, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ordinato l’evacuazione dei residenti del sud del Libano, in particolare delle aree a sud del fiume Zahrani, a causa delle attività di Hezbollah. Il portavoce Avichay Adraee ha invitato la popolazione a spostarsi verso nord per evitare rischi legati alle operazioni militari.
Trump su Meloni: “Non abbiamo più lo stesso rapporto” – Sul fronte politico, si registra un raffreddamento dei rapporti tra Washington e Roma. Trump ha criticato duramente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendola “negativa” per non aver sostenuto gli Stati Uniti nella gestione della crisi iraniana. “Chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto nella gestione della situazione con l’Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando anche la dipendenza energetica dell’Italia dallo Stretto di Hormuz.
“Qualcuno dica al Papa che Iran ha ucciso 42mila innocenti” – Le tensioni si estendono anche al Vaticano. Trump ha attaccato di nuovo il Pontefice, invitando “qualcuno” a dirgli che l’Iran avrebbe ucciso “42mila innocenti”. A difesa della posizione dell’amministrazione americana è intervenuto il vicepresidente Vance, cattolico, che ha paragonato i bombardamenti statunitensi all’intervento degli Alleati nella Seconda guerra mondiale, sostenendo che “Dio era dalla parte degli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti”.
Cina e Russia – Sullo sfondo si muovono le grandi potenze. Trump ha affermato di aver scritto al presidente cinese Xi Jinping per chiedere di non fornire armi all’Iran, ricevendo rassicurazioni in tal senso. In un post su Truth, il presidente americano ha aggiunto che la Cina sarebbe “molto contenta” della riapertura dello Stretto di Hormuz e ha parlato di una cooperazione bilaterale “intelligente”. Parallelamente, la Russia ha dichiarato di essere pronta a colmare eventuali deficit di risorse energetiche in Medio Oriente, rafforzando il proprio ruolo nello scenario internazionale.
“Prezzi benzina scenderanno” – Trump ha assicurato che i prezzi della benzina e del gas “scenderanno molto presto e in modo significativo” una volta concluso il conflitto, prevedendo livelli “molto più bassi” prima delle elezioni di metà mandato. Le tensioni nello Stretto di Hormuz restano tuttavia un fattore determinante per l’equilibrio dei mercati energetici globali.
Dem Usa chiedono impeachment per Hegseth – Sul piano interno, i Democratici della Camera si preparano a presentare cinque articoli di impeachment contro il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusato di abuso di potere e crimini di guerra. Secondo Axios, l’iniziativa avrebbe scarse possibilità di successo, ma rappresenta un ulteriore segnale dello scontro politico con l’amministrazione Trump.
“Nato Europea” – Secondo il Wall Street Journal, l’Europa starebbe elaborando un piano di riserva per la Nato nel caso in cui gli Stati Uniti decidessero di ridurre il proprio sostegno all’alleanza. L’obiettivo sarebbe quello di costruire una “Nato europea”, capace di garantire la sicurezza del continente anche senza il predominante supporto americano.

