Trentola Ducenta (Caserta) – A poche settimane dal voto amministrativo, il Piano urbanistico comunale torna al centro del confronto politico con l’intervento del consigliere comunale di opposizione Michele Ciocia, che solleva rilievi sia sul piano politico sia su quello tecnico-giuridico, chiedendo lo stop all’iter di approvazione. Un intervento, questo di Ciocia, giunto poco prima della notizia dell’annullamento del Puc da parte della Regione Campania (leggi qui).
Il nodo politico – “Nel prossimo mese di maggio si voterà per l’elezione del sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale. Sono sempre stato strenuo oppositore di questa Amministrazione e lo sarò in modo particolare, fino alla fine, perché sorge il dubbio che si voglia utilizzare l’approvazione del Puc anche per fini elettorali. Sarebbe opportuno, per ovvi motivi politici e di trasparenza, rimandarne l’approvazione al nuovo Consiglio comunale che si insedierà dopo il 24 maggio prossimo: sarebbero così smentite le voci che ricorrono su speculazioni e favoritismi ad amici e consiglieri comunali per l’inserimento di loro terreni come suolo edificabile nel nuovo strumento. Non si giustifica questa fretta e frenesia di veloce approvazione, tanto più che, di norma, nell’ultimo mese di consiliatura si dovrebbe operare solo per l’ordinaria amministrazione. La sospensione di un mese non ne invaliderebbe certamente l’approvazione: sarebbe un fatto positivo in tutti i sensi. Io sono per l’approvazione di tale strumento, ma non accetterò passivamente le dubbie modalità di elaborazione e di approvazione dello stesso, per le predette motivazioni politiche e quelle tecnico-giuridiche che di seguito enuncio”.
Le criticità tecniche – Nel merito degli atti, Ciocia richiama l’adozione del Puc con delibera di Giunta municipale numero 5 del 19 gennaio 2026, basata su una proiezione demografica decennale dal 2022 al 2032. Successivamente, con la delibera numero 57 del 10 aprile 2026, sono stati approvati gli atti con le osservazioni presentate. Tuttavia, secondo il consigliere, gli elaborati tecnici destinati al Consiglio comunale riporterebbero una diversa proiezione temporale, dal 2023 al 2033, con conseguente modifica degli indici e del numero di alloggi rispetto a quanto illustrato nell’assemblea pubblica.
Profili di illegittimità – “L’adozione del Piano Urbanistico Comunale (Puc) – sottolinea Ciocia – è un atto fondamentale che richiede il rispetto di precise procedure stabilite dalla normativa urbanistica. Con l’approvazione del Puc, avvenuta il 19 gennaio 2026 con delibera di Giunta municipale numero 5, il fabbisogno abitativo era correlato all’incremento della popolazione, con una proiezione decennale dal 2022 al 2032. Con la delibera di Giunta municipale numero 57 del 10 aprile 2026 si approvano gli atti della delibera numero 5 di Giunta municipale del 19 gennaio 2026, con le osservazioni presentate. Tuttavia, gli elaborati tecnici, che dovranno essere portati al vaglio del Consiglio Comunale per la definitiva valutazione ed approvazione, presentano, tra l’altro, una diversa proiezione, dal 2023 al 2033, relativa all’incremento della popolazione, con una evidente alterazione del Piano precedentemente approvato, con indici e numero di alloggi diversi enunciati nell’assemblea pubblica. La giurisprudenza e la prassi amministrativa richiedono che tali modifiche debbano avvenire: con ripetizione di un nuovo ciclo procedurale, comprensivo di assemblea pubblica, conferenza dei servizi e delle procedure di partecipazione, per garantire trasparenza (legge 241/90) e partecipazione democratica; con adeguata motivazione, sotto l’aspetto tecnico-giuridico, da riportare nella delibera di approvazione. L’assenza di tali elementi nella delibera di Giunta municipale numero 57 costituisce una illegittimità, in quanto viola il principio di trasparenza e di corretta formazione dell’atto amministrativo, oltre a contravvenire alle norme di legge e alle linee guida interpretative della giurisprudenza. Infatti, il principio che emerge dalle sentenze del Consiglio di Stato, sezione VI, numero 2274/2008 e numero 3402/2019, è che qualsiasi modifica di questi piani, specialmente quelle che coinvolgono le previsioni demografiche e di fabbisogno abitativo, debba essere motivata e adottata seguendo le corrette procedure di legge, garantendo la trasparenza e la partecipazione pubblica”.
La richiesta – Pertanto, Ciocia chiede all’Amministrazione Apicella di rimandare al prossimo Consiglio comunale l’approvazione del Puc e, nel contempo, rivolge fin da ora un formale invito agli enti preposti all’esame del Puc di Trentola Ducenta “a soprassedere all’emissione di pareri richiesti sullo strumento urbanistico, in considerazione della ritenuta illegittimità della procedura adottata per la relativa adozione”.

