Arienzo, Comune sciolto per infiltrazioni: stop alle elezioni e decadenza per Guida anche da Consiglio Provinciale

di Redazione

Arienzo (Caserta) – Le urne restano chiuse a pochi giorni dalla presentazione delle liste: il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata, fermando di fatto la tornata elettorale ormai alle porte.

Il provvedimento del Governo – La decisione è arrivata su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi si parla di “accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa”. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali e prevede l’affidamento della gestione dell’ente a una commissione straordinaria per la durata di 18 mesi.

La vicenda giudiziaria – Al centro del quadro che ha portato allo scioglimento c’è il coinvolgimento del sindaco Giuseppe Guida nel cosiddetto “Sistema Ferraro”, riconducibile all’ex consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro, già condannato per concorso esterno al clan dei Casalesi. Secondo l’accusa, Guida avrebbe revocato un appalto per la raccolta dei rifiuti per favorire la seconda classificata, la Czeta, ottenendo in cambio un pacchetto di preferenze alle elezioni provinciali.

Elezioni annullate e conseguenze politiche – Con lo scioglimento del consiglio comunale vengono automaticamente annullate le elezioni imminenti. La notizia è arrivata a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste, fissata per sabato alle ore 12, mentre lo stesso Guida aveva già annunciato la propria ricandidatura. Il sindaco decade inoltre dalla carica e lascia anche il consiglio provinciale: al suo posto subentrerà la prima dei non eletti del listone di centrodestra, Imma Lama, esponente della città di Aversa.

Scioglimento anche a Pagani – Lo stesso provvedimento del Consiglio dei ministri ha riguardato anche il Comune di Pagani, nel Salernitano, anch’esso sciolto per analoghe motivazioni. Per entrambi gli enti locali la commissione d’accesso ha ritenuto sussistenti condizioni tali da giustificare l’intervento straordinario dello Stato, con la sospensione della normale attività amministrativa e il commissariamento per un anno e mezzo.

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