Confindustria Caserta: “Il Sud diventi piattaforma strategica tra Europa e Mediterraneo”

di Redazione

Il Sud torna al centro del dibattito strategico nazionale, chiamato a trasformare la propria posizione geografica in una leva concreta di sviluppo. È questo il messaggio emerso dal convegno promosso da Confindustria Caserta, svoltosi giovedì 16 aprile al Centro Orafo “il Tarì”, a Marcianise, dove si sono confrontati rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente del Tarì, Vincenzo Giannotti, seguiti dagli interventi del presidente di Confindustria Caserta, Luigi Della Gatta, dell’ex ministro Vincenzo Scotti, dell’analista geopolitica Greta Cristini e di Ercole Incalza, già capo della struttura di missione del Ministero delle Infrastrutture. A chiudere il confronto l’assessore regionale alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, con una sintesi sulle prospettive di sviluppo e sul ruolo delle istituzioni.

Strategia e visione – Il filo conduttore degli interventi ha riguardato la necessità di superare la frammentazione territoriale, favorendo sinergie tra i poli industriali e una maggiore integrazione con le politiche commerciali europee. In questo quadro, è stata richiamata l’esperienza della Cassa per il Mezzogiorno, indicata da Scotti come esempio di politica capace di andare oltre l’assistenzialismo, rappresentando un modello di intervento straordinario.

Nodo infrastrutture – Centrale il tema della logistica, indicata come fattore decisivo per la competitività del Sud. Incalza ha evidenziato l’assenza di una pianificazione statale di lungo periodo, proponendo un maggiore coinvolgimento delle Regioni attraverso la Conferenza Stato-Regioni e investimenti garantiti da una quota fissa del Pil per almeno 10-15 anni. Tra le priorità, l’inserimento dei porti meridionali e della piastra logistica campana nei corridoi internazionali, per evitare il rischio di marginalizzazione nelle nuove rotte globali.

Scenario geopolitico – Lo sguardo si è poi allargato agli equilibri internazionali, con l’intervento di Cristini che ha evidenziato il ruolo strategico del Mediterraneo, al centro di tensioni ma anche snodo imprescindibile dei traffici commerciali. In questo contesto, il continente africano emerge come partner chiave, con il Sud Italia chiamato a svolgere una funzione di ponte nella costruzione di una nuova alleanza euro-mediterranea.

Industria e difesa – Sul fronte produttivo, Della Gatta ha sottolineato la necessità di individuare settori su cui concentrare le risorse, valorizzando il tessuto imprenditoriale locale. “Non possiamo essere competitivi sui grandi numeri – ha dichiarato – ma non dobbiamo sottovalutare la nostra collocazione geografica, la nostra capacità logistica e la crescita dell’export. Come Mezzogiorno serve capire su quali aree puntare le risorse. Riguardo al comparto energetico, ad esempio, le implicazioni geopolitiche ci impongono di andare oltre le logiche di mercato. Per la difesa vale lo stesso: oggi le guerre non si combattono più con i carrarmati ma con i droni. Lancio una proposta: abbiamo la capacità di riconvertire il settore dell’automotive in difesa? Su questa prospettiva stiamo elaborando uno studio dettagliato che verrà presentato durante la prossima assemblea annuale. L’obiettivo è valorizzare la forza del nostro tessuto imprenditoriale: un ecosistema composto da pochi grandi player, ma da una fitta rete di piccole e medie imprese. Caratteristiche che lo rendono dinamico, flessibile e pronto ad accogliere le innovazioni.”

Credito ed energia – Una linea condivisa anche da Bonavitacola, che ha richiamato la necessità di ragionare per filiere, sottolineando come le piccole e medie imprese non possano sostenere da sole investimenti rilevanti. Tra le criticità principali, l’accesso al credito: secondo l’assessore, le risorse pubbliche dovrebbero alimentare un fondo di garanzia capace di accompagnare gli investimenti. Forte attenzione anche al tema energetico, tra costi elevati e instabilità geopolitica, con la proposta di puntare su risorse interne e su una rete di impianti fotovoltaici a servizio delle aree industriali, valutando anche il riutilizzo delle cave dismesse.

La proposta – Gli spunti emersi dal confronto confluiranno in un documento programmatico destinato alla Regione Campania e alla Conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è chiaro: trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma logistica ed energetica euro-mediterranea, attraverso la stabilizzazione della Zes e la riconversione industriale verso tecnologie legate alla sicurezza.

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico