Capodrise (Caserta) – La chiusura della scuola “Gaglione”, decisa nelle scorse settimane per criticità strutturali, resta il nodo più delicato del dibattito cittadino, alimentando preoccupazione tra famiglie, studenti e personale scolastico.
L’intervento politico – Sul caso interviene Nicola Belardo, candidato sindaco alle amministrative del 24 e 25 maggio con la lista Il Coraggio di Cambiare, annunciando un’iniziativa diretta a livello nazionale: «Chiederò subito un tavolo al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, anche in occasione della sua prossima presenza a Caserta, per rappresentare con precisione la situazione della scuola Gaglione e le legittime attese della nostra comunità».
La richiesta alle istituzioni – Per Belardo, la vicenda non può restare confinata alla dimensione locale ma deve essere affrontata nelle sedi competenti: «La scuola non è soltanto un edificio: è presidio di civiltà, officina del futuro, luogo nel quale si forma la coscienza collettiva di una città. Quando una scuola chiude, l’intera comunità subisce una ferita».
Tempi e risorse – Il candidato pone l’accento sulla necessità di interventi rapidi e concreti: «Occorrono interventi tempestivi, un cronoprogramma trasparente e investimenti concreti. Le famiglie meritano certezze, gli studenti hanno diritto alla normalità, il personale scolastico necessita di condizioni dignitose».
La visione amministrativa – Nel programma della lista, l’edilizia scolastica assume un ruolo centrale, inserita in una strategia più ampia che punta a sicurezza, qualità della vita e rilancio culturale: «Porterò nelle sedi opportune una richiesta chiara: attenzione immediata per Capodrise e strumenti efficaci per restituire piena funzionalità alla Gaglione. Le istituzioni devono mostrarsi all’altezza delle attese popolari».
Tra emergenza e opportunità – La chiusura del plesso, da criticità, può trasformarsi in un banco di prova per l’intero sistema istituzionale: «Ogni aula riaperta – conclude Belardo – sarà una vittoria della serietà amministrativa. Ogni giorno perso, invece, pesa sul destino dei nostri ragazzi».

