Napoli – Il Rendiconto generale 2024 della Regione Campania, approvato dal Consiglio regionale il 18 febbraio scorso non senza polemiche — 27 voti favorevoli contro 11 contrari, parifica parziale della Corte dei Conti e rilievi su alcune poste contabili — ha chiuso la precedente legislatura e avviato la nuova fase di programmazione finanziaria. È in questo passaggio che il Movimento Libero e Autonomo, sindacato datoriale delle scuole e agenzie formative, solleva una questione che ritiene strutturale: il ruolo della formazione professionale nelle politiche regionali.
Il bilancio di previsione 2025-2027 si colloca su un volume complessivo nell’ordine delle decine di miliardi di euro, con valori che, anche a seguito degli assestamenti, superano i 40 miliardi. In questo quadro, secondo il Movimento, emerge una criticità legata alla composizione delle risorse destinate alla formazione.
«È una cifra significativa. Tuttavia, analizzando le fonti di finanziamento dei principali programmi formativi, si rileva come il sistema sia sostenuto in larga parte da fondi europei e nazionali. – dichiara Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate – I percorsi IeFP e il sistema duale sono finanziati prevalentemente dal Fondo Sociale Europeo e da risorse statali; il IV anno si inserisce nell’ambito di misure come Pnrr e programma Gol. Il contributo diretto del bilancio regionale, in termini di risorse autonome dedicate in modo strutturale al settore, appare invece limitato».
Il tema, per il Movimento, non riguarda esclusivamente il finanziamento dei percorsi, ma anche le politiche di accompagnamento e promozione. «Non si tratta solo di sostenere i corsi, ma di rafforzare la conoscenza del sistema. – prosegue Troisi – Le attività di orientamento e comunicazione esistono, ma risultano frammentate e poco riconoscibili su scala regionale. In un contesto in cui la dispersione scolastica resta elevata, servirebbe un investimento più strutturato per valorizzare la formazione professionale come alternativa concreta».
Il confronto con altri ambiti di spesa discrezionale, secondo il Movimento, evidenzia una possibile sproporzione nelle priorità. «La Regione interviene con risorse proprie in diversi settori, tra cui cultura e spettacolo. Si tratta di scelte legittime, ma che rendono evidente come esista un margine di intervento diretto che potrebbe essere esteso anche alla promozione del sistema formativo», osserva Troisi.
Un ulteriore punto riguarda il ruolo delle scuole autofinanziate. «Si tratta di realtà che operano sul territorio senza incidere in modo diretto sulla spesa pubblica e che contribuiscono all’offerta formativa regionale. Tuttavia, la loro integrazione nei processi di programmazione e confronto istituzionale appare ancora limitata, anche perché il sistema è prevalentemente strutturato attorno ai percorsi finanziati con fondi pubblici», aggiunge.
Alla luce di queste considerazioni, il Movimento individua alcune direttrici di intervento: rafforzare la presenza di risorse regionali dedicate, rendere più sistematiche le politiche di orientamento e ampliare il coinvolgimento degli operatori, includendo anche le realtà autofinanziate nei momenti di confronto. «L’obiettivo è aprire un dialogo strutturato con la nuova Giunta su un tema che incide direttamente sulle opportunità formative e occupazionali dei giovani», conclude Troisi.

