Un piano per sottrarre 3 milioni ad anziana vedova: smantellata la banda del raggiro

di Redazione

Un patrimonio milionario, una donna 85enne isolata e una rete di figure pronte a trasformare un piano illecito in un’operazione apparentemente legale. È su questo scenario che si innesta l’ultima fase dell’indagine condotta dalla polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di nuove misure cautelari nell’ambito di una vicenda già parzialmente emersa nei mesi scorsi a Catania

Le misure cautelari – Su disposizione della Procura distrettuale etnea, il giudice per le indagini preliminari ha applicato il divieto temporaneo di esercitare attività lavorativa presso istituti bancari e di credito, per dodici mesi, nei confronti di un uomo di 54 anni, e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre giorni alla settimana a carico di una donna di 50 anni.

Le accuse – Gli indagati sono ritenuti, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, gravemente indiziati dei reati di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambi aggravati. Le indagini, coordinate dalla procura e sviluppate dalla Squadra mobile, hanno preso le mosse da una segnalazione di funzionari di un istituto bancario del capoluogo, preoccupati per movimenti sospetti legati a una loro cliente anziana, priva di familiari stretti.

Il piano – L’attività investigativa, anche attraverso strumenti tecnici, ha consentito di ricostruire le fasi di un progetto che puntava ad appropriarsi di un patrimonio stimato in circa 3 milioni di euro. Gli indagati, insieme ad altri complici, avrebbero messo in campo una serie di operazioni finalizzate al trasferimento delle disponibilità finanziarie della vittima verso un diverso istituto di credito, sfruttando competenze professionali e relazioni di settore.

La prima fase dell’operazione – Già il 24 novembre 2025 era stato eseguito un primo intervento, con la custodia cautelare in carcere per una fioraia, ritenuta figura centrale del disegno criminoso, e gli arresti domiciliari per un avvocato. Secondo quanto emerso, la donna, vicina di casa dell’anziana, avrebbe instaurato con lei un rapporto di fiducia tale da isolarla completamente dal contesto esterno, rendendola dipendente da sé e dalla figlia. Alla vittima sarebbe stato impedito ogni contatto diretto con altre persone, anche tramite telefono, e persino la gestione della corrispondenza sarebbe stata di fatto sottratta al suo controllo.

Il ruolo dei professionisti – Per dare una veste formale all’operazione, sarebbero stati coinvolti diversi soggetti, ciascuno con un compito specifico. Tra questi, un consulente finanziario incaricato di facilitare il trasferimento dei fondi e una segretaria di uno studio notarile, che avrebbe indicato le modalità più rapide per perfezionare gli atti necessari. In particolare, sarebbe stata predisposta una procura speciale in favore dell’avvocato, una generale per la fioraia e un nuovo testamento volto a revocare il precedente, che destinava l’intero patrimonio a un ente religioso legato a Padre Pio, nominando invece la fioraia erede universale.

I pagamenti sospetti – Nel corso delle indagini è stata documentata anche una presunta elargizione di denaro dalla fioraia alla collaboratrice dello studio notarile. La somma, indicata in 300 euro e definita dalla stessa come “lauta mancia”, viene invece considerata dagli investigatori un compenso per il contributo fornito alla realizzazione del piano.

Le condizioni della vittima – Ulteriori accertamenti hanno evidenziato che la donna, su suggerimento della segretaria, avrebbe cercato di ottenere un certificato medico attestante la piena capacità di intendere e di volere dell’anziana, risultata invece affetta da deficit cognitivi e da una riduzione dell’orientamento temporale. Dopo la prima fase dell’operazione, all’anziana è stato nominato un curatore, che continua a garantirle assistenza e tutela. IN ALTO IL VIDEO

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